Il progetto politico Avanti Psi può superare con successo l’ostacolo della “legge porcata”

di Stefano Amoroso

Le sfide sono fatte per crescere. Questo il messaggio, intriso di un ottimismo basato sui fatti e sull’esperienza di questi ultimi anni, che viene dalla Festa Nazionale dell’Avanti Psi a Campobasso. Nel fresco del capoluogo molisano, la comunità nazionale e regionale socialista si è incontrata, ha dibattuto su vari temi, ha formulato proposte ed ha incontrato tutti i maggiori protagonisti del Campo Largo e non solo. Da Conte alla Schlein, da Bonelli a Fratoianni, passando per Onorato, Magi, Faraone di Italia Viva, Mastella e tanti altri; sono stati molti i leader del centrosinistra che hanno voluto testimoniare vicinanza alla comunità socialista ed al Segretario Nazionale Enzo Maraio. Tuttavia, come è apparso subito chiaro a tutti, a nessuno è stato consentito di fare una semplice passerella: sono stati investiti dei temi e delle esigenze degli elettori socialisti italiani, e gli è stato detto chiaro e tondo che, benché piccoli numericamente, siamo grandi per ideali, storia e presenza radicata nei territori. Non per nulla siamo di gran lunga il partito con più storia alle spalle, essendo stato fondato nel lontano 1892 a Genova. “Di qui si passa”, dunque, come ebbe a dire Leonida Bissolati, primo storico direttore dell’Avanti! in risposta al dispotico Primo Ministro e Ministro dell’Interno, Antonio Starabba marchese di Rudinì. Di qui di passa, cari alleati e stimati avversari, perché i temi lanciati dal Partito Socialista con le sue ultime tre petizioni, che stanno avendo un successo incredibile (diritto alla casa, investimento sui giovani talenti italiani e taglio delle imposte anticipate), sono temi su cui, volenti o nolenti, bisognerà confrontarsi tutti. E poi le proposte per rafforzare la Sanità, in particolare per prevenire e curare il disagio psicologico; e le proposte innovative sulla transizione energetica, a cominciare da quella d’istituire un’Agenzia Pubblica Nazionale sulla geotermia, per esplorare il sottosuolo italiano alla ricerca dei migliori giacimenti geotermici da poter sfruttare in continuità e senza danni per l’ambiente. Purtroppo, a rovinare parzialmente la festa è arrivata la notizia, temuta, dell’approvazione al Senato della Repubblica della nuova legge elettorale. Una legge proporzionale con un premio di maggioranza di coalizione che, dopo le polemiche degli ultimi mesi, è stato significativamente ridotto. Anche la soglia di sbarramento è stata contenuta al 3%, ampiamente alla portata di Avanti Psi e dei suoi alleati. Le buone notizie, tuttavia, finiscono qui. Perché la legge detta “Stabilicum”, perché secondo la maggioranza favorirebbe la stabilità politica, è in realtà una legge liberticida e fortemente anticostituzionale. E questo, non tanto (e non solo) per le questioni delle preferenze, limitate ai candidati che non siano capilista. Quanto, soprattutto, per l’incredibile decisione di costringere i partiti non presenti in Parlamento con un proprio gruppo autonomo al 31 dicembre 2025, a raccogliere la bellezza di 6000 firme per collegio. Il che costringerebbe Avanti Psi, se si volesse presentare con una lista autonoma, a raccogliere 400 mila firme. E, per giunta, ben suddivise su tutto il territorio, anche ad Oristano o Bolzano, ad Aosta o a Gorizia. Quindi il Psi sarà costretto ad ammainare la bandiera e a non presentare una lista autonoma alle prossime Politiche? Assolutamente no, e per un motivo molto semplice: il Psi oggi è in una situazione decisamente migliore rispetto al 2022. Si è radicato su tutto il territorio nazionale, aprendo sedi anche in territori nei quali era assente da decenni, ha una classe dirigente giovane, colta, preparata e determinata, ed occupa uno spazio politico di cui la coalizione di centrosinistra ha assoluto bisogno per vincere. Anche la maggior compattezza ideologica del Pd e dei Cinquestelle, rispetto ad alcuni anni fa, aiuta molto: sono partiti con una loro fisionomia ben precisa, ma che non è quella del riformismo radicale di matrice socialista. Né possono dialogare facilmente con formazioni nuove ma in forte crescita, come Progetto Civico di Alessandro Onorato, e neanche con gli eredi del riformismo radicale liberale, raccolti intorno a +Europa di Riccardo Magi, purtroppo orfano di Emma Bonino che è venuta a mancare pochi giorni fa. Piccoli, dunque, ma indispensabili al centrosinistra ed insostituibili, almeno nel breve periodo, da parte delle formazioni maggiori della coalizione. Di qui si passa, e questo ormai lo stanno capendo tutti.

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