Tutela dei lavoratori affetti da diabete: una svolta per il lavoro e la dignità

di Redazione

Ci sono persone che, con determinazione e impegno, conducono battaglie che per altri sono invisibili ma che, a molti, possono cambiare la vita. Il nome di Damiano Iulio è entrato negli atti dell’Assemblea legislativa di una Regione prima ancora che un atto diventi legge: siamo in Emilia-Romagna e il riferimento è alla Risoluzione n. 2243/2026. Il caso è quello di una battaglia civile che punta a riformare radicalmente le norme sulla sicurezza sul lavoro, con un focus imprescindibile sulla tutela dei lavoratori affetti da diabete. Una battaglia che suggerisce che la politica (accompagnata da una buona dose di passione) intesa come servizio e trasformazione sociale, può essere esercitata con efficacia e continuità anche senza ricoprire cariche elettive. Questa risoluzione è la prova concreta che la cittadinanza attiva, quando unita a competenza e costanza, è capace di scardinare l’inerzia burocratica e incidere realmente sulla vita dei cittadini. L’ispirazione di chi ha condotto questa battaglia affonda le radici nella grande tradizione del socialismo riformista, un pensiero che pone il pragmatismo e i diritti concreti al centro dell’azione pubblica. È il caso della Legge 115/87, pilastro normativo voluto con lungimiranza da figure come Bettino Craxi e Mario Casalinuovo. Oggi, il Partito Socialista Italiano può diventare il partito di riferimento per la popolazione diabetica, riannodando idealmente i fili con le origini della 115/87 e riportando al centro del dibattito i valori della tutela sociale. Il cuore della proposta – accolta e sostenuta con pragmatismo dal Consigliere regionale emiliano romagnolo Andrea Massari – poggia su un principio cardine: “La salute del lavoratore non è una concessione aziendale, ma un diritto inalienabile”. Con questa risoluzione, si compie un passaggio fondamentale: si torna nelle fabbriche, si ritorna a parlare direttamente ai lavoratori diabetici, ascoltando le istanze di chi vive la patologia nel luogo di produzione. Il fulcro dell’iniziativa è l’innovativo concetto di “Digitalizzazione Umana”, che mira ad elevare lo smartphone ad organo vitale: riconoscere il dispositivo digitale non come un oggetto superfluo, ma come l’interfaccia necessaria per il sensore di monitoraggio continuo del glucosio (CGM). Abbattere i tabù significa superare i regolamenti obsoleti che vietano l’uso dello smartphone nei luoghi di lavoro, garantendo a chi vive con il diabete il diritto di monitorare la propria salute in tempo reale. L’ambizione di Iulio non si esaurisce nel perimetro regionale. La convinzione è che la Risoluzione debba essere ripetuta ovunque ne sussistano i presupposti. Per garantire questa estensione e trasformare l’iniziativa in un impegno sistemico, Iulio ha richiesto formalmente al Segretario Nazionale del Psi la delega speciale sulla tematica. Un caso che dimostra che le iniziative di buon governo e per il bene comune si possono condurre non solo sedendo tra i banchi delle istituzioni ad ogni livello, ma ovunque vi sia un cittadino determinato a lottare per la dignità e la sicurezza di tutti.

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