di Lorenzo Catraro, Segretario Provinciale PSI Ancona
Tutti i giorni i media ci ricordano che quest’estate sarà una delle più calde di sempre a causa del cambiamento climatico e che bisogna intervenire il più presto possibile per fermare questa situazione. Ma l’Europa contribuisce con il 6% delle emissioni nocive per cui l’intervento deve essere a livello mondiale includendo Cina, Usa, India ecc. Di fronte a questo abbiamo un problema molto più serio di cui si ha poca percezione: l’acqua, in tutti i suoi consumi potabile (18/20% circa 9 miliardi di mc), agricolo (55% pari 14/16 Miliardi di mc.) ed industriale (21/23% circa 6 miliardi di mc). La mancanza di nevicate, le piogge insufficienti; i fiumi, i laghi le falde che sono in difficoltà con livelli sempre più ridotti (nel 2025 oltre 120 miliardi di mc in meno rispetto al 2024) , basta vedere il Po, come il Trasimeno, come è sufficiente andare sul sito dell’Ispra e leggere la situazione. E la situazione è relativa sia agli approvvigionamenti e per quanto riguarda le condotte di distribuzione per quella potabile dove le perdite (oltre il 40% dell’acqua trasportata) sono superiori in generale alla media europea (23,5 %). Basterebbero questi numeri a far scattare l’allarme rosso. Ma la gestione di questo elemento fondamentale è frazionata in una miriade di enti responsabili e competenti: Stato, Regioni, Province, Autorità di Bacino ed enti speciali. Un groviglio complesso che rende difficile affrontare il problema per non trovarsi in emergenza. Basti pensare alla pulizia degli invasi che più si riempiono di detriti e più riducono la capacità di trattenere acqua. La pulizia sarebbe logico farla subito, ma costi, autorizzazioni e soprattutto i milioni di mc di terreno dove li mettiamo con le normative attuali? Per quanto riguarda lo stato delle condotte poi l’abbiamo detto sopra. Troppe perdite ed acqua sprecata. Prima che sia troppo tardi lo Stato deve riprendere in mano tutta la questione, mettendo al centro l’acqua come bene comune prioritario. Modificando leggi ed aumentando i finanziamenti. Temo che il problema sia che con l’acqua non vi siano ritorni economici tali da far muovere i grandi interessi e capitali privati. Ma noi lanciamo l’allarme. Muoviamoci prima che sia troppo tardi e mobilitiamoci come Psi.



