di Luigi Iorio, Coordinatore della Segreteria Nazionale
La nascita al Senato della Repubblica della componente Avanti PSI, grazie all’adesione del senatore Luigi Nave, rappresenta un passaggio importante nel percorso di rilancio dei socialisti italiani. Un risultato che assume un duplice significato: politico e istituzionale. Politico, perché segna una nuova tappa nella ricostruzione della presenza socialista nel Paese e apre una fase di collaborazione con Progetto Civico, il movimento di Alessandro Onorato. Un percorso che punta a mettere insieme esperienze, amministratori e culture politiche per rafforzare l’area riformista del centrosinistra. Istituzionale, perché la costituzione della componente assume un valore particolare alla luce delle nuove regole elettorali, che rendono particolarmente difficile la partecipazione delle forze politiche più piccole. La presenza parlamentare consentirà infatti al PSI di affrontare le prossime elezioni con un percorso diverso, riducendo, secondo le stime, a circa 95 mila le firme necessarie per presentare le liste. Un numero comunque significativo, ma ben lontano dalle centinaia di migliaia di sottoscrizioni richieste alle formazioni prive dei requisiti parlamentari. Una componente, dunque, che potremmo definire salva democrazia. Anche se resta un paradosso: in un Paese democratico non dovrebbe essere necessario trovare una soluzione parlamentare per garantire a una forza politica il diritto di partecipare alle elezioni. Le regole dovrebbero favorire il pluralismo, non ostacolarlo. Questo primo traguardo è il risultato del lavoro dell’intero gruppo dirigente socialista, coordinato dal segretario nazionale Enzo Maraio, che proprio durante la riuscita Festa nazionale di Campobasso aveva contestato duramente la legge elettorale, richiamando i leader del centrosinistra alla responsabilità di difendere la partecipazione democratica. Un appello che aveva trovato ascolto e condivisione, a cominciare da Giuseppe Conte. La disponibilità del Movimento 5 Stelle, attraverso il senatore Nave, ha consentito oggi di trasformare quel confronto in un risultato concreto. Ma la componente parlamentare non è un punto di arrivo. È l’inizio di una fase nuova. Il PSI ha attraversato stagioni difficili, ha difeso la propria identità e, grazie al lavoro di Maraio e di tanti dirigenti e amministratori, ha avviato un percorso di crescita e radicamento. Ora la sfida è rafforzare questo progetto, costruire un’area riformista più ampia e dare rappresentanza a una sinistra dei diritti e dei doveri, delle libertà e delle responsabilità, capace di partire dalle cose concrete. Perché la democrazia non si misura soltanto dalla forza dei grandi partiti, ma anche dalla possibilità dei più piccoli di esserci, partecipare e crescere. E il socialismo italiano, dopo aver dimostrato di saper resistere, vuole continuare a crescere.



