di Giada Fazzalari
Con l’arrivo dell’autunno è iniziata di fatto la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027. Per i partiti e le coalizioni è un momento cruciale, perché in ballo c’è il futuro governo del Paese. La politica italiana è da sempre rissosa e cinica, ed è inevitabile che anche partiti della stessa coalizione facciano anzitutto campagna elettorale cercando di portare acqua al proprio mulino. Se c’è una cosa che però non tutti i partiti hanno ancora compreso è che la coesione e la stabilità politica delle coalizioni – condizione necessaria per la coesione e la stabilità del futuro governo – non è soltanto gradita dai mercati finanziari e dagli investitori, ma anzitutto dalla maggioranza dei cittadini, che non amano teatrini, ricatti, veti e fibrillazioni continue. Se dovessimo, ad esempio, stilare una classifica delle priorità degli italiani, con moltissima probabilità non comparirebbero primarie, legge elettorale, Vannacci si – Vannacci no. Bensì caro bollette, benzina alle stelle, costi del carrello della spesa esorbitanti e, in fondo, sicurezza e guerra. L’appello che ci sentiamo di fare ai cittadini italiani da queste colonne è quello di votare, premiare, dare fiducia a tutti quei partiti che, pur badando alla propria affermazione, hanno principalmente a cuore la coesione e la stabilità della coalizione di cui fanno parte. Votare con quell’etica della responsabilità cara ai socialisti, perché quello che serve all’Italia è un governo sicuro e stabile, e non precarietà parlamentari affidate ad alchimie umorali o ricattatorie. Dunque, premiando tutti quei partiti, come il Psi di Enzo Maraio, che non alzano mai i toni ma che lavorano per dare un contributo di idee agli alleati, che sono sempre impegnati a trovare una sintesi o un compromesso (che fanno proposte concrete come quelle emerse dalle 110 mila firme sulle petizioni popolari riguardanti casa), fisco e giovani, che non vampirizzano mai i temi-bandiera dei propri alleati e che non pongono veti per ragioni personali. Perché una cosa va detta: non è che i partiti responsabili e generosi come il Psi non sappiano come fare propaganda aggressiva facendo leva su temi cialtroneschi, populisti e demagogici – non ci mancherebbe certo l’estro, se volessimo –, è che non sarebbe serio prendere qualche voto in più sulla pelle dei cittadini, magari creando continue fibrillazioni e frizioni mediatiche nel teatrino della politica politicante, che è l’ultima cosa di cui i cittadini italiani hanno bisogno in un momento così drammatico. Votiamo solo i partiti che lavorano generosamente per la coesione delle colazioni di riferimento, e indeboliamo quanti, specie a destra della destra, hanno l’ambizione di porsi come mazzieri a spese degli altri o come aghi della bilancia per dare o togliere fiducia in cambio di qualche piatto di lenticchie. Isoliamo chi alza i toni, poni veti, destabilizza l’unità programmatica delle colazioni, usa in maniera opportunistica temi “di pancia”, mette al primo posto la parola “io” rispetto alla parola “noi”. È l’ora del buonsenso e della responsabilità, e noi socialisti siamo pienamente convinti che in questo momento il buonsenso e la responsabilità siano rivoluzionari. E allora, aprendo questa campagna elettorale, ci aspetta proprio la rivoluzione del buonsenso.



