di Vincenzo Camilleri
In un mondo attraversato da profondi problemi e notevoli crisi e innervato da moti di cambiamento e progresso, ha ancora senso essere socialisti? Una delle domande che, spesse volte, i giovani interessati alla politica si rivolgono è proprio questa; approfondendo ulteriormente si potrebbe dire: ha ancora senso essere riformisti? È noto che la ricchezza, il capitale, si sta concentrando nelle mani di pochi, e non possiamo ignorarlo. È risaputo che le difficoltà che molte famiglie hanno nel vivere, mantenere i propri figli o soltanto assicurare loro un futuro di studi, sono temi complessi e bollenti su cui poco si interviene. È inoltre risaputo che la nostra società e le sue strutture tendono, dalla parte più bassa a quella più alta, ad un continuo e ormai inarrestabile progresso, ignorare il quale sarebbe sbagliato e illusorio. La storia, da quella antica sino a quella contemporanea, ci insegna che la società tende al mutamento e alla ricerca del progresso, tramite la circolazione di uomini, idee e beni. Muovendosi in questo solco, mutatis mutandis, il cambiamento, lungi dall’essere deleterio per un popolo, risulta invece necessario. Il socialismo riformista può allora far sentire la propria voce e intervenire concretamente. Il socialismo non è una fede cieca, né una adesione dogmatica, ma una tradizione politica e morale che mira a favorire riforme, uguaglianza, giustizia sociale e progresso civile. Il socialismo si riconosce proprio nella difesa dei diritti umani, della dignità del lavoro e dell’uguaglianza sostanziale. Le grandi battaglie che il nostro partito ha portato avanti sono state anche quelle del popolo italiano. Oggi, il Psi torna a parlare alla gente e lo fa con convinzione esprimendosi in materia di tutela del lavoro, di difesa dell’operaio, di salario minimo, di diritti civili – e l’Italia in questo ha un posizionamento molto basso rispetto ad altri Paesi europei – di piena e più consapevole partecipazione democratica. Il Psi e il socialismo dialogano con il popolo non con populismo ma con cognizione e consapevoli del fatto che il cammino verso la civiltà può essere compiuto soltanto da chi abbraccia un pensiero riformista. Certamente, constatiamo come il progresso tecnico non coincida spesso e automaticamente con il progresso umano, ma proprio per questo serve una politica socialista che lo orienti e lo indirizzi. Bisogna dunque che i socialisti tornino a parlare e ad essere ascoltati. L’ostinato arroccamento su posizioni tradizionaliste e conservative al solo scopo di preservare gli antichi costumi ottiene l’effetto – contrario – di contrarre il tessuto sociale e la circolazione delle idee e degli uomini che le maturano. Il Psi oggi con le sue istanze si pone esattamente nella direzione di un maturo intervento – e non sovvertimento innecessario dell’ordine costituito – nelle strutture amministrative e di un loro miglioramento, laddove necessario. La nostra società, proprio perché tendente all’avanzamento nei campi umani, culturali, scientifici e tecnici, necessita di socialisti al governo; essi possono rappresentare gli elettori, dagli operai ai dirigenti, e costituire una presenza necessaria nel nostro territorio in grado di mostrare quanto sia necessario agire in direzione favorevole all’avanzamento generale. I socialisti devono comprendere il proprio tempo senza temere il cambiamento, guidandolo e orientandolo in direzione del progresso umano, civile e sociale. Come scriveva La Bruyère, è inevitabile che “nous qui sommes modernes, dans quelques siècles serons anciens”. Il riformismo non può per questo arrestarsi, ma ha il compito di accompagnare la società nel suo continuo mutamento. Essere socialisti oggi significa essere membri attivi della scena politica, in grado di guidare il cambiamento, di difendere il lavoro, di ampliare i diritti e orientare il progresso verso la giustizia sociale. Questa è la missione del riformismo oggi. Sommarietto se necessario: “Le grandi battaglie che il nostro partito ha portato avanti sono state anche quelle del popolo italiano. Oggi il Psi torna a parlare alla gente e lo fa con convinzione su tutela del lavoro, difesa dell’operaio, salario minimo, diritti civili”



