Avanti Toscana con Giani. Un progetto per i riformisti

di Gerardo Labellarte

Somiglia ad un romanzo ottocentesco a puntate, a voler essere buoni. È invece una mediocre telenovela dei tempi nostri, se dobbiamo invece essere più aderenti alla realtà. Nel momento in cui questo giornale va alle stampe non si è ancora conclusa la vicenda dell’investitura di Eugenio Giani quale candidato Presidente della Regione Toscana, a tre mesi circa dalle elezioni. L’ultima puntata, svoltasi nei giorni scorsi, ha visto un lungo confronto dell’attuale Presidente con i dirigenti nazionali del Pd, compresa Elly Schlein, nel corso del quale è stata ribadita l’unità di intenti all’interno del Partito Democratico ed è stata rinviata la scelta finale ad un tavolo della coalizione di centrosinistra che non si è mai riunito in questi mesi. È bene ricordare che si sta parlando di un Presidente di Regione che ha svolto brillantemente il proprio primo mandato, molto apprezzato dai suoi concittadini come testimoniano numerosi sondaggi che lo collocano intorno al 55% dei consensi. E allora, ci si può legittimamente chiedere, perché tanta esitazione nel rendere ufficiale una scelta che appare l’unica possibile, e che tra l’altro viene invocata a gran voce con pubblici pronunciamenti da decine di Sindaci, organizzazioni sindacali e sociali, realtà civiche e territoriali. Le ragioni sono, a nostro avviso, principalmente due, benché non vengano rese mai esplicite con linearità nell’ambito del dibattito politico. La prima ha a che fare con il malvezzo di legare tra loro situazioni locali differenti, ciascuna delle quali ha proprie specifiche peculiarità, che non possono essere sacrificate sull’altare di pesi e contrappesi. In particolare, in questo caso, si è messa in relazione la scelta toscana con quelle in corso nelle altre regioni chiamate al voto in autunno, in particolare con la Regione Campania. La seconda ragione, ancor meno confessata e confessabile, riguarda la storia, la personalità e le scelte di governo di Eugenio Giani, caratterizzate da grande pragmatismo, dalla repulsione per pregiudiziali di tipo ideologico. Insomma, potremmo dire, schematizzando un po’, un solido approccio riformista, che a qualcuno fa storcere un po’ il naso. Il Partito Socialista toscano ha posto con nettezza questi temi da molti mesi, lanciando nel febbraio scorso, con Azione, Più Europa ed il Partito Repubblicano e alla presenza del presidente Giani, il progetto “AVANTI per la Toscana con Giani Presidente”. Una iniziativa che, oltre a porre nei tempi e nei termini corretti la questione della scelta della conferma del Presidente uscente, si è posta l’obiettivo di riunire le forze riformiste presenti in Toscana intorno ad una piattaforma dai forti contenuti innovativi e modernizzatori. Nessun atteggiamento moderato insomma, o peggio ancora neocentrista, ma anzi la voglia di imprimere alla coalizione di centrosinistra toscano una impronta fortemente rivolta al futuro, al coinvolgimento delle nuove generazioni, allo sviluppo e alla crescita tenendo conto delle esigenze della contemporaneità. Su queste linee è stata impostata una campagna di sensibilizzazione e di coinvolgimento partendo dalle strutture locali dei Partiti promotori ma rivolgendosi in modo particolare alle realtà civiche e associative presenti nei vari territori e a singole personalità di riferimento nei diversi settori. Un lavoro di studio e approfondimento che ha coinvolto diverse centinaia di cittadini organizzati in tavoli tematici e che ha trovato un primo momento di sintesi nel corso di una vivace manifestazione svoltasi sabato 12 luglio a Pisa. I lavori sono stati caratterizzati da una rilevante presenza e da un significativo contributo di militanti e dirigenti socialisti. In particolare Sonia Baronti ha presentato le proposte e le idee scaturite dal tavolo relativo ai problemi della sanità, da lei coordinato, Alessandro Corti di quello sulla sicurezza, Alfredo Ardanese di quello su trasporti e infrastrutture, Martina Cardosi sulle problematiche giovanili. Insomma, un lavoro serio, attento ed appassionato, che ha superato i confini delle singole forze politiche costituenti per costruire un vero e proprio progetto riformista, per una Toscana che sappia guardare “Avanti”.

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