di Giada Fazzalari
Non tutti i momenti decisivi, in politica, vengono dall’alto. Spesso nascono dal basso, dalle piazze, dalle nuove generazioni. Ma soprattutto, dalle intuizioni. “Avanti!”, per il Psi, ha rappresentato questo. Un’intuizione divenuta svolta. E così i socialisti ripartono dalle regionali e da una strategia ben precisa: lavorare tenacemente sui territori, aprire il partito a nuove energie. Dal risultato straordinario della Campania, dove la lista Avanti Psi ha sfiorato il 6% ed eletto tre consiglieri regionali (Andrea Volpe a Salerno, Giovanni Mensorio a Napoli, Giovanni Iovino a Caserta), a quello entusiasmante della Puglia, dove ci siamo attestati intorno al 4% con la lista Avanti Popolari ed eletto un consigliere regionale (Giulio Scapato a Foggia), a quello non trascurabile del Veneto, dove abbiamo ottenuto un 2,5% di consensi in una realtà da sempre fortemente orientata a centrodestra, si può dire senza retorica che il Psi è finalmente ripartito, ed è ripartito – e lo diciamo senza vittimismi – nonostante disattenzioni e snobismi del sistema mediatico, che d’ora in poi dovrà allargare l’album di famiglia del campo largo al quale non solo apparteniamo convintamente, ma al quale contribuiamo con una forza elettorale che non è più trascurabile. Ovviamente è un punto di partenza, ma è un percorso irrinunciabile, quello tracciato dalla segretaria a guida Enzo Maraio, ovvero lavorare sui territori regione dopo regione, comune dopo comune, attraendo nel Psi nuovi dirigenti, nuovi simpatizzanti, nuovi elettori, magari delusi da altre esperienze politiche. Tutto questo a dimostrazione di una tesi da sempre al centro delle argomentazioni del nostro segretario, e cioè che non si costruisce un consenso di cartone dall’alto ma trasformando il Psi in un partito attraente per chi mette in pratica il buon governo delle città. La straordinaria affermazione dei socialisti, inoltre, presenta un ulteriore elemento d’interesse, ovvero il fatto che sta crescendo nel campo largo il bisogno di un bilanciamento riformista in una coalizione che a volte appare troppo sbilanciata in direzione massimalista e populista. E noi, per quanto organici a questo centrosinistra, continueremo a lavorare affinché questo centrosinistra sia sempre più socialista, ovvero riformista, garantista, refrattario agli estremismi ideologici – si pensi alla nostra posizione favorevole al Ponte sullo Stretto e alla separazione delle carriere. Possiamo dirlo: sono giorni entusiasmanti, per il Psi. Per quanto plurale e con tante anime al suo interno, oggi il Psi a guida Maraio può dichiararsi compatto e unito nella convinzione di aver trovato una strada percorribile, perché la lunga traversata nel deserto sembra volgere al termine, e questo va accolto da tutti noi come un momento felice e liberatorio.



