di Nautilus
Si potrebbe usare un termine impressionante, carneficina, ma oramai l’abuso di queste parole apocalittiche ne ha disperso parte del significato. Ma che la guerra in Ucraina sia diventata una strage, lo dicono i dati. Ogni mattina quattro milioni di ucraini non si svegliano più a casa loro ma altrove, profughi senza un perché. Nel giro di tre anni e mezzo centinaia di migliaia di soldati e di civili ucraini non si possono svegliare la mattina perché non esistono più e sempre per la stessa ragione: l’invasione prepotente di un regime imperialista, sanguinario e corrotto. E intanto in Italia, si prendono a pretesto due casi di corruzione (stroncati dalle Autorità di Kiev, l’opposto di Mosca) per trovare nuovi argomenti per non finanziare più la resistenza ucraina, di fatto accogliendo una esplicita richiesta di Vladimir Putin, comprensibile dal suo punto di vista: senza appoggio internazionale, le forze russe da tempo avrebbero insediato un governo fantoccio a Kiev. I nemici italiani dell’Ucraina appartengono a diverse genie. Ci sono i prezzolati, ben camuffati e sulla loro identità non sapremo nulla prima di qualche decennio. Ci sono i nostalgici della Grande Russia. Ci sono gli anti-occidentali a prescindere. E infine ci sono i custodi del giardino di casa: non si spenda un euro che non sia per le aiuole che mi circondano. Quasi tutte “categorie” in qualche modo politiche e se cerchiamo un filo rosso che collega partiti, influencer, singoli e gruppi, rintracceremo un sentimento doppio, fatto di ammirazione e di disprezzo. Ammirazione (inconfessabile) per chi non sta lì a menarla tanto, non sta lì a pesare e soppesare ma quando arriva il momento, risolve le questioni con la forza. O dentro o fuori. Ma se pensi che nella vita tutto si risolva così, con un colpo d’accetta, non puoi che coltivare un enorme fastidio per chi invece resiste: chi non si piega è la prova provata della tua viltà, della tua cattiva coscienza. Ecco perché un intoppo, come può essere la corruzione in Ucraina, è accolto come una manna dal cielo: «Visto? Basta buttare i nostri soldi». Sono pretesti perché alla fine lo abbiamo capito: chi non ne vuol sapere della strage ucraina, intimamente ama la brutalità e odia i coraggiosi. Intimamente ha invidia di loro.



