Trasporti: un servizio di utilità sociale che non può prescindere dalla sicurezza

di Francesco Di Lorenzi

Il tragico incidente ferroviario di Adamuz, con almeno quarantacinque vittime accertate e circa centocinquanta feriti, ci impone delle riflessioni di carattere generale che travalicano il caso spagnolo e che ci interrogano, in maniera più ampia, su quale modello di sviluppo si intende perseguire nei prossimi anni. La possibile fatalità del disastro iberico, seguito a stretto giro da altri gravi ed inquietanti episodi nel settore dei trasporti, non ha evitato, infatti, una forte mobilitazione sociale e sindacale che culminerà in una clamorosa tre giorni di sciopero indetto dai macchinisti dall’8 all’11 di febbraio. I rappresentanti dei lavoratori del settore denunciano a gran voce dopo i tre gravi episodi in pochi giorni “il deterioramento del servizio ferroviario, che mette a rischio vite umane”. E richiedono con la massima urgenza “garanzie di sicurezza, revisione integrale delle linee, fine dell’esternalizzazione della manutenzione e limitazioni di velocità nei tratti a rischio, fino al completamento dei controlli”. La polemica politica in Spagna ha investito, di conseguenza, l’intero settore dei trasporti e dell’alta velocità in particolare, ed è evidente come la questione ci interessi da vicino. Da socialisti abbiamo coerentemente sempre difeso la scelta strategica di investire in un settore di vitale importanza per la nostra economia ed è fin troppo evidente la duplice necessità di diminuire il peso del trasporto su gomma delle nostre merci e di offrire, a turisti e privati cittadini, una rete ferroviaria che accorci considerevolmente distanze, tempi di percorrenza e che ampli le possibilità di sviluppo e di lavoro per territori che, storicamente, sono stati ai margini delle principali arterie di comunicazione. C’è quindi un innegabile esigenza di progresso civile ed economico che non può essere minimamente messa in discussione. Tuttavia l’essere socialisti ci impone altrettanta fermezza sul tema della sicurezza di lavoratori e cittadini e sul come vengono gestiti gli enormi profitti generati da un asset in continua espansione e che ha goduto di generosi e consistenti finanziamenti pubblici, in particolare dal recente Pnrr. Il piano strategico di Fs prevede fino al 2029 ricavi per circa venti miliardi, a fronte di circa quaranta miliardi di investimenti che interesseranno l’Alta Velocità nel prossimo decennio; numeri enormi che certificano la continua crescita del settore ma che impongono, allo stesso tempo, delle domande sulla direzione di questo portentoso sviluppo. Noi riteniamo che sia arrivato il momento di prendere impegni altrettanto ambiziosi anche in termini di sicurezza della rete e dei lavoratori. Deve essere chiaro a tutti gli attori in gioco che non può esserci alcuna eccellenza nei livelli di velocità di punta o di comfort che possa in qualche modo far abbassare la guardia sull’aspetto più importante di una funzione di pubblica utilità, ossia la massima tutela delle vite di chi ci lavora e di chi usufruisce del servizio. Lo Stato in questo non può limitarsi a qualche raccomandazione generica a disgrazie avvenute ma ha il dovere morale, in quanto regolatore del mercato, di delineare con chiarezza i paletti invalicabili a cui bisogna attenersi nel campo della sicurezza pubblica, anche a discapito di qualche milione di guadagno in meno. Conosciamo molto bene, infatti, la mentalità di certi interessi privati nazionali, da sempre bravissimi nel capitalizzare i profitti e nel socializzare le perdite o gli investimenti meno remunerativi. Aggiungiamo anche un altro elemento di riflessione che riguarda il settore nel suo insieme; attenzione a continuare ad inseguire la logica per cui da un lato tendiamo, giustamente, a rendere il trasporto privato sempre meno appetibile, con ztl, divieti, limiti di velocità, autovelox e chi più ne ha più ne metta e dall’altro, però, offriamo come reale alternativa a lavoratori, studenti e pendolari un trasporto pubblico locale sempre più scadente, fatto di mezzi vecchi ed inadeguati, con scarsa sicurezza esterna ed a bordo, sovraffollati, sporchi e perennemente in ritardo. Questa è la formula perfetta per alimentare esclusivamente la rabbia dei cittadini nei confronti delle giuste preoccupazioni ambientali delle amministrazioni locali e per innescare un meccanismo classista fatto di treni scintillanti e pirotecnici per la folta clientela business che affolla le linee dell’alta velocità e di un salto indietro tecnologico e di qualità del servizio di cinquant’anni per tutti gli altri. Inaccettabile. Per questo crediamo che il ruolo dei socialisti sia, anche in questo campo, quello di favorire un approccio pragmatico e non ideologico su temi tanto delicati che riguardano il quotidiano delle persone e che sia necessario recuperare un ruolo centrale dello Stato nell’orientare scelte, strategie e priorità. La stagione dell’antipolitica innescata dal golpe politico giudiziario di tangentopoli va definitivamente chiusa per tornare a ragionare seriamente in termini di interesse generale e noi, come sempre, daremo il nostro sincero contributo a difesa di lavoratori e cittadini.

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