Oramai ogni addio si trasforma in inno retorico

di Nautilus

Quando scompare un personaggio che abbia occupato, a diverso titolo, la scena pubblica, sui media e persino tra i politici, si sciolgono inni. Straordinario, memorabile, unico. È uno dei tanti riflessi di un male di stagione. Il sensazionalismo. Ogni addio finisce per essere “dopato”. Col risultato, non da poco, che oramai fatichiamo a capire chi grande sia stato per davvero e chi grande lo diventa solo perché appena scomparso. Gino Paoli è il caso più recente e nel suo caso l’enfasi ha un suo perché: si trattava di uno dei primi cantautori, lui prima di altri seppe inserire un soffio di poesia nelle canzonette. Ma nel sensazionalismo corrente, ci capita di incorrere in anniversari anomali del tipo: oggi Lucio Battisti avrebbe compiuto… tot anni. Persino i compleanni virtuali, quelli interrotti da prematura scomparsa, finiscono per essere celebrati. Una scusa per carpire emozioni a buon mercato. Ma in questo modo viene svuotato anche il culto laico dell’anniversario. Curiosamente questo culto fatica a prolungarsi per un altro tipo di personaggi. In Italia non abbiamo la coltivazione della memoria dei leader politici. Carlo Azeglio Ciampi è stato uno dei pochi statisti veri del Secondo dopoguerra. La sua città natale, Livorno, quando era amministrata dai 5 Stelle, si rifiutò di dedicargli una rotonda, spiegando che era un pensionato d’oro. Clamoroso il caso di Alcide De Gasperi, artefice della rinascita del Paese: anche il settantesimo anniversario della sua scomparsa è stato ricordato in sordina. E lo stesso vale per Craxi e Nenni, ma anche per La Malfa e Spinelli. La scomparsa di un personaggio della tv o dello sport ha un altro impatto. Ma molto della responsabilità dell’irradiazione dipende dai media. Davanti a personaggi divisivi della politica, i media preferiscono i toni meno netti. Un piccolo opportunismo. I divi dello spettacolo e dello sport, capaci di risvegliare emozioni in noi, sono stati meno divisivi e dunque su di loro – da morti – è più facile fare audience. Bipartisan, si fa per dire.

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