di Enzo Maraio
Tre consiglieri regionali eletti in Campania, uno in Puglia. Quasi il ł% con Avanti Campania, oltre il 4% con Avanti e Popolari per Decaro, la partecipazione al 2,5% della lista Uniti per Manildo con il nostro simbolo Avanti. Sono numeri, certo. Ma soprattutto sono il segnale che una nuova stagione è iniziata. In sala stampa, a Napoli, un autorevole osservatore mi ha detto: “Non vi hanno visto arrivare”. fi vero. ff proprio per questo oggi possiamo dire che qualcosa si è rimesso in moto. Con la sintesi di una sola parola –Avanti– abbiamo scelto di rinnovare una storia, non di rievocarla; di costruire un laboratorio politico, non un recinto identitario. Abbiamo cioè provato a superare alcuni errori commessi in passato. Perché una grande tradizione, la nostra, ha un dovere: difendere la propria storia e, allo stesso tempo, guardare al futuro sperimentando cose nuove. Conservare il meglio di ciò che siamo, ma senza restare immobili. Il riformismo radicale, la cultura socialista, la tradizione del cattolicesimo democratico: tutto questo non è un patrimonio da custodire in silenzio, ma un motore da riaccendere. Bettino Craxi ricordava che “un vero rinnovamento, in ogni caso, è idee, uomini, linguaggi nuovi”. fi esattamente ciò che stiamo facendo. Non cambiamo per moda, ma perché la società ci chiede parole diverse, strumenti diversi, un modo diverso di stare nel centrosinistra e nel Paese. Nei prossimi mesi, lo abbiamo fatto in tante Regioni, continueremo a lavorare con altri, senza chiuderci, con la volontà di unire ciò che oggi appare disperso. Abbiamo iniziato un percorso che vuole dimostrare che c’è spazio per una forza che parla al presente senza complessi e che costruisce il futuro con coraggio. Lo faremo, consapevoli delle difficoltà che incontreremo, per dare nuove energie al centrosinistra. Incontreremo complicazioni, battute di arresto. Ma non faremo passi indietro. Il nostro nome non è uno slogan. fi un impegno. Guardiamo Avanti.



