di Enzo Maraio
Le parole pronunciate dal Presidente Sergio Mattarella alla Camera dei deputati, in occasione della celebrazione dell’80° anniversario dell’Assemblea Costituente, rappresentano una lezione che va ben oltre la ricorrenza istituzionale. Quando ha ricordato che i Costituenti seppero affermare il principio secondo cui “la Repubblica è di tutti”, ha richiamato il fondamento stesso della nostra democrazia: una Repubblica costruita per includere, non per escludere, e fondata sul pluralismo politico e sociale. Per questo, gli applausi che hanno accompagnato il suo intervento rischiano di rimanere un gesto puramente rituale se non saranno seguiti da scelte coerenti. Il rispetto dell’eredità della Costituente non si misura nelle celebrazioni, ma nella qualità delle regole democratiche che il Parlamento approva. Oggi, invece, assistiamo a tentativi che sembrano muoversi nella direzione opposta. Il mantenimento di norme ormai desuete sulla raccolta delle firme per la presentazione delle liste rischia di trasformarsi in uno strumento per ostacolare la partecipazione di nuove forze politiche. Non è questa l’idea di democrazia inclusiva che ispirò i Costituenti, i quali immaginarono istituzioni aperte al confronto e capaci di rappresentare la pluralità della società. Ancor più distante da quello spirito è il sistema delle liste bloccate. Privare gli elettori della possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti significa indebolire il legame tra cittadini ed eletti, trasferendo alle segreterie dei partiti una prerogativa che dovrebbe appartenere agli elettori. È difficile immaginare che i padri e le madri della Costituzione avrebbero guardato con favore a un meccanismo che riduce così sensibilmente il potere di scelta dei cittadini. Se davvero si vuole raccogliere il messaggio lanciato dal Capo dello Stato nell’Aula di Montecitorio, occorre tradurlo in riforme concrete. La democrazia si rafforza ampliando gli spazi di partecipazione, non restringendoli; favorendo la rappresentanza, non ostacolandola; restituendo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. In una parola, tornando alle preferenze.

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