Le petizioni popolari di Avanti-PSI: ad agosto parte la raccolta firme su casa, partite Iva e giovani

di Andrea Follini

Mentre la politica rallenta il passo per la pausa estiva, il Partito Socialista Italiano sceglie una strada diversa. Nessuna sospensione dell’attività, ma una campagna nazionale di mobilitazione che accompagnerà tutto il mese di agosto attraverso banchetti, iniziative territoriali e raccolta firme. Al centro dell’iniziativa, promossa da Avanti PSI e pianificata dalla segretaria del partito nella seduta di mercoledì, tre proposte di legge di iniziativa popolare che affrontano alcuni dei nodi più delicati dell’agenda economica e sociale italiana: il diritto alla casa, la riforma della fiscalità del lavoro autonomo e il sostegno ai giovani talenti. L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato coinvolgere cittadini e amministratori locali in una campagna di partecipazione diffusa; dall’altro mettere sul tavolo del centrosinistra una piattaforma riformista costruita su misure concrete. «Giovani, casa e partite Iva: tre idee per il centrosinistra», le ha definite il segretario socialista Enzo Maraio, spiegando che la raccolta firme rappresenta il contributo del PSI al confronto politico dei prossimi mesi. Le tre petizioni hanno un filo conduttore ben preciso: utilizzare il sistema fiscale non soltanto come strumento di prelievo, ma come leva di sviluppo, redistribuzione delle opportunità e crescita economica. Non nuove forme di assistenzialismo, ma investimenti destinati a produrre occupazione, innovazione e maggiore equità.

Un Piano Casa finanziato dagli extraprofitti bancari

La prima proposta affronta una delle emergenze sociali più evidenti degli ultimi anni: l’accesso all’abitazione. L’idea del PSI è di istituire un Fondo nazionale Piano Casa Giovani, finanziato integralmente attraverso un contributo straordinario sugli extraprofitti realizzati dagli istituti bancari e dal sistema assicurativo. La proposta parte da una considerazione economica precisa: negli ultimi anni il settore bancario ha registrato utili eccezionali, favoriti anche dall’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Banca Centrale Europea. Secondo noi socialisti, quando una quota rilevante dei profitti deriva da circostanze esterne e non esclusivamente dall’iniziativa imprenditoriale, una parte di quelle risorse può essere destinata all’interesse collettivo. Il meccanismo immaginato è semplice: il cento per cento del gettito confluirebbe in un fondo vincolato esclusivamente alle politiche abitative. Le risorse sarebbero impiegate per sostenere il primo mutuo delle giovani coppie e degli under 40, rafforzare le garanzie pubbliche sui finanziamenti, abbattere gli interessi, recuperare immobili pubblici inutilizzati, ristrutturare l’edilizia popolare, realizzare nuovi alloggi a canone calmierato e finanziare interventi di rigenerazione urbana nelle periferie. Il progetto introduce anche un principio di trasparenza: ogni euro incassato dovrebbe essere rendicontato annualmente dal Governo al Parlamento attraverso una relazione contenente il gettito raccolto, gli interventi realizzati, il numero delle famiglie beneficiarie, gli alloggi recuperati e i mutui agevolati concessi.

Stop alle tasse prima dei guadagni

La seconda proposta è rivolta a professionisti, artigiani, commercianti, lavoratori autonomi e microimprese. È probabilmente quella che incide più direttamente sul rapporto quotidiano tra contribuente e fisco. Il bersaglio è il sistema degli acconti fiscali, che obbliga molti contribuenti a versare imposte prima ancora di aver realizzato definitivamente il reddito sul quale esse verranno calcolate. Per Avanti PSI si tratta di un meccanismo che comprime la liquidità delle attività economiche, limita gli investimenti e rende più difficile l’avvio di nuove imprese. La proposta non riduce il carico fiscale complessivo, ma interviene sulla tempistica dei versamenti. Tra le principali novità figura la riduzione del 50% degli acconti nel secondo anno di attività per chi avvia una nuova impresa o una professione, la possibilità di rateizzare fino a sei mesi il secondo acconto delle imposte, la facoltà di rinviare il versamento dell’acconto Iva senza sanzioni e un credito d’imposta per chi sceglie comunque di anticiparne il pagamento. Un altro elemento innovativo riguarda il principio della “capacità contributiva”. Il contribuente potrebbe determinare gli acconti sulla base del reddito presumibilmente conseguibile durante l’anno, pagando eventuali differenze con i soli interessi legali e senza sanzioni, salvo i casi di evasione o comportamento fraudolento. La proposta contiene inoltre un impegno politico di più lungo periodo: entro dodici mesi dall’eventuale approvazione della legge il Governo dovrebbe presentare un piano organico di riforma della fiscalità del lavoro autonomo, con particolare attenzione a chi reinveste gli utili, assume personale e investe nell’innovazione. Il principio che attraversa l’intero testo è chiaro: lo Stato non deve chiedere ai professionisti di finanziare anticipatamente il bilancio pubblico, ma accompagnarne la crescita e rafforzarne la competitività.

Un fondo nazionale per trattenere i talenti

La terza petizione guarda invece al futuro dell’economia italiana. Il titolo è già di per sé un programma: “Diamo un futuro ai talenti italiani”. La proposta nasce dalla constatazione che il Paese continua a perdere migliaia di giovani laureati, ricercatori e professionisti altamente qualificati che scelgono di costruire la propria carriera all’estero. Per contrastare questo fenomeno Avanti PSI propone di istituire un Fondo Nazionale per l’Innovazione e i Giovani, finanziato attraverso un contributo di equità applicato alle grandi piattaforme digitali che realizzano ricavi nel mercato italiano. La misura riguarderebbe esclusivamente i grandi operatori internazionali che superano le soglie dimensionali previste dalla normativa europea, escludendo espressamente start-up, piccole e medie imprese e aziende italiane di dimensioni inferiori. La filosofia dell’intervento è quella della concorrenza fiscale equa. A nostro giudizio, chi genera ricchezza nel mercato italiano deve contribuire in misura proporzionata allo sviluppo del Paese. Anche in questo caso il gettito sarebbe interamente vincolato per legge. Nessuna possibilità di finanziare spesa corrente dello Stato: il cento per cento delle risorse verrebbe destinato a borse di studio universitarie e post-universitarie, ricerca industriale, start-up innovative, incubatori d’impresa, trasferimento tecnologico, dottorati industriali e programmi per il rientro dei giovani ricercatori italiani dall’estero. Tra i settori prioritari figurano intelligenza artificiale, cybersicurezza, robotica, data science, microelettronica, tecnologie quantistiche, biotecnologie e transizione digitale: comparti ritenuti decisivi per la competitività del sistema produttivo italiano nei prossimi decenni.

Una campagna politica che guarda oltre l’estate

Più che tre singole proposte legislative, la raccolta firme rappresenta un tentativo di definire il profilo riformista di Avanti PSI su temi economici e sociali. La scelta di lanciare la mobilitazione proprio ad agosto rompe con la tradizionale pausa della politica italiana e punta a trasformare le sezioni nel territorio in luoghi di confronto diretto con cittadini, professionisti, giovani e famiglie. Le tre petizioni condividono un elemento comune: l’idea che risorse straordinarie provenienti dagli extraprofitti bancari o dai grandi operatori digitali possano finanziare investimenti permanenti in politiche abitative, innovazione e capitale umano, mentre il rapporto tra Stato e contribuenti debba diventare meno burocratico e più orientato alla crescita. Resta naturalmente aperto il confronto politico sulle coperture finanziarie, sull’impatto dei nuovi contributi e sulla compatibilità con la normativa europea. Ma è proprio questo il terreno sul quale il PSI intende aprire il dibattito nei prossimi mesi: riportare al centro della discussione pubblica non soltanto la distribuzione del prelievo fiscale, ma anche la destinazione delle risorse e il loro utilizzo per sostenere sviluppo, competitività e coesione sociale. La campagna, che si svilupperà per tutto il mese di agosto attraverso banchetti, iniziative pubbliche e raccolta firme online, rappresenta così il primo banco di prova di una piattaforma politica che Avanti PSI propone come contributo al programma del futuro centrosinistra e, più in generale, al confronto sulle priorità economiche del Paese.

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