di Enzo Maraio
C’è una domanda che la politica italiana continua a eludere: come si costruisce una nuova classe dirigente? In un tempo dominato dalla comunicazione istantanea, dalle contrapposizioni permanenti e dalla ricerca del consenso immediato, parlare di formazione, studio e approfondimento sembra un esercizio fuori moda. Eppure è proprio da qui che bisogna ripartire. Next Gen nasce da questa convinzione. Non come una semplice scuola estiva e neppure come un appuntamento identitario riservato agli addetti ai lavori. Nasce come un luogo di confronto, di elaborazione e di proposta. Un laboratorio nel quale ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia possano discutere dei grandi cambiamenti che stanno attraversando la società e trasformare il confronto in idee utili per il Paese. Abbiamo bisogno di una politica che torni a pensare prima di parlare. Che elabori visioni prima di inseguire i sondaggi. Che costruisca soluzioni invece di limitarsi a commentare i problemi. Per questo a Vieste discuteremo di lavoro, innovazione, Europa, Mezzogiorno, autonomie locali, sviluppo sostenibile e giustizia sociale. Temi che richiedono competenza e capacità di guardare oltre l’emergenza quotidiana. Da questo confronto vogliamo far nascere proposte concrete da mettere a disposizione del centrosinistra. Non porteremo lamentele, né rivendicazioni di parte. Porteremo idee. Le metteremo a disposizione di Elly Schlein, di Giuseppe Conte e dell’intera coalizione perché crediamo che la costruzione di un’alternativa di governo passi innanzitutto dalla qualità delle proposte e dalla capacità di interpretare i bisogni reali del Paese. Tra i temi che affronteremo vi è quello della redistribuzione della ricchezza in un’economia sempre più globale e digitale. Pensiamo che i grandi colossi del web debbano contribuire in maniera più equa ai sistemi economici nei quali producono profitti. Così come riteniamo necessario aprire una riflessione seria sugli extraprofitti registrati in alcuni settori, a partire da quello bancario. Non per alimentare una contrapposizione ideologica verso l’impresa o il mercato, ma per affermare un principio di equilibrio e responsabilità. Sostegno per il diritto alla casa, i mutui per le giovani coppie e opportunità per le nuove generazioni. La politica deve tornare ad avere il coraggio di governare i grandi processi economici globali. Serve pragmatismo, riformismo, capacità di tenere insieme crescita economica e giustizia sociale. È questa la sfida che abbiamo davanti. A Vieste saranno circa cento i giovani partecipanti. Ma il valore di questa esperienza non sta nei numeri. Sta nell’idea che una nuova generazione non voglia limitarsi ad assistere ai cambiamenti, ma intenda prepararsi a guidarli. Ed è da qui che può ripartire anche il futuro del centrosinistra.



