L’alternativa di centrosinistra: serve una ricetta socialista

di Francesco Di Lorenzi

La costruzione del programma elettorale per le politiche del 2027 sarà un passaggio fondamentale per capire le reali possibilità del centrosinistra e per valutare se il “campo largo” rappresenta realmente un’alternativa credibile al governo delle destre. Crediamo che siano almeno due i principali pericoli da evitare se non si vuole realizzare una sorta di brutta copia in salsa giallo-rossa del populismo imperante; da un lato il rischio di scimmiottare le spacconate alla Salvini maniera, che funzionano benissimo per dei post di successo sui social network ma che falliscono miseramente alla prova dei fatti e nella concretezza dell’azione di governo. Ruspe, rimpatri e città a criminalità zero sono ben presto diventati lontani miraggi di fronte ai dati impietosi snocciolati annualmente dal ministero dell’Interno e che dimostrano, ancora una volta, come solo una politica seria e pragmatica possa affrontare emergenze che necessitano di competenza, di accordi bilaterali, del coinvolgimento delle grandi realtà sovranazionali come l’Unione Europea. Di visione per farla breve. Guai, pertanto, ad inseguire la promessa facile, sbandierando magari redditi di cittadinanza per tutti o altre fanfaronate del genere. Il secondo rischio, altrettanto pericoloso, è quello che sta attuando alla lettera il governo Meloni da tre anni a questa parte; riposte in soffitta tutte le mirabolanti proposte elettorali in tema di pensioni, di vincoli europei, su flat tax per tutti e via dicendo, si è passati con estrema disinvoltura alla politica del piccolo cabotaggio, fatto di insignificanti mance fiscali e di piccoli bonus erogati a pioggia ad ogni manovra di bilancio, con il chiaro obbiettivo di non scontentare alcune categorie di riferimento, in particolare tra i ceti medio-alti, e di tenere sotto controllo il debito pubblico come richiesto da quelli che, per i sovranisti nostrani, erano gli odiosi burocrati di Bruxelles. Noi crediamo, al contrario, che il programma e la futura azione governativa di un centrosinistra vincente debba concentrarsi su poche ma profonde riforme, capaci di incidere concretamente sul quotidiano delle persone. C’è un forte bisogno di un centrosinistra del fare, che mostri chiaramente al Paese, numeri e dati alla mano, quali scelte farebbe e cosa cambierebbe rispetto ai tratti decisamente antipopolari mostrati dalla destra falsamente sociale, perché se il confronto resta sul piano della semplice propaganda, siatene certi, vincerebbe e vincerebbe ancora e ancora Giorgia Meloni. Un esempio illuminante ci viene dal governo a guida socialista di Pedro Sanchez che pochi giorni fa ha approvato un provvedimento semplice quanto radicale nel suo impatto sulla vita e sulle scelte quotidiane di milioni di persone; si tratta dell’introduzione di un abbonamento unico nazionale per qualsiasi tipologia di trasporto pubblico valido in ogni parte del territorio spagnolo, al costo di soli sessanta euro al mese che diventano trenta per la categoria degli under ventisei. Una riforma vera, profonda, radicale, che in un colpo solo agisce concretamente in molteplici direzioni. Manda in soffitta un certo ambientalismo parolaio, operando con una misura estremamente concreta in favore di una vera mobilità sostenibile ed ecologica, rende realmente concorrenziale ed appetibile la scelta del trasporto pubblico a discapito dell’uso e dei costi delle auto private, agisce in maniera diretta sulle tasche di lavoratori, studenti e fasce sociali svantaggiate, garantendo risparmi annuali rispetto alle precedenti tariffe che raggiungono il 60%, investe nel futuro del Paese scegliendo di destinare risorse ad un asset strategico e di primaria importanza sia per i privati che per le imprese. Ovviamente il tema non è quello di fare il copia e incolla di questo o quel provvedimento ma di iniziare a tracciare una rotta che deve obbligatoriamente indirizzarsi verso pochi ma significativi provvedimenti. Qualche decennio fa si sarebbe parlato di riforme di sistema, oggi dobbiamo immaginarle come misure concrete che cambino, in meglio e velocemente, la vita delle persone: piano casa per le giovani coppie, un grande progetto nazionale per il rilancio della sanità pubblica, un serio programma di misure per aumentare la sicurezza nelle zone più a rischio delle nostre città, una scelta forte ed incentivante a favore del trasporto pubblico, possono certamente essere delle battaglie socialiste da portare con forza e determinazione sul tavolo programmatico del centrosinistra che verrà. Consapevoli che il contributo dei socialisti italiani non sarà solo di tipo numerico ed elettorale ma anche, e soprattutto, in termini di visione politica e di capacità di rappresentare una reale alternativa ai populismi di qualsiasi colore. C’è un tremendo bisogno di socialismo democratico e noi, anche questa volta, non ci tireremo di certo indietro. Avanti!

 

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