Intervista a Mimmo Gangemi: «Il Ponte aggiungerà bellezza allo Stretto Niente ideologia su un’opera necessaria»

di Giada Fazzalari

La necessità di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera più discussa della storia delle infrastrutture italiane, è oggetto di polemiche e veti incrociati non solo nel mondo della politica ma anche in quello degli intellettuali. Ne parliamo con Mimmo Gangemi, scrittore, giornalista e ingegnere calabrese, che accende un faro non solo sulla bontà dell’opera ma sulla sua utilità per il Paese.

Un altro stop alla realizzazione del Ponte sullo Stretto che ora arriva dalla Corte dei Conti. L’impressione è che si siano schierate delle fazioni e tifoserie. Che cosa pensa di quest’aria che tira un po’ da talk show?

«Ho l’impressione che si stia politicizzando una discussione che dovrebbe essere tenuta molto più sul piano degli aspetti tecnici, sull’utilità, sul ritorno economico per le regioni più interessate come la Calabria e la Sicilia. Invece si tende a farlo assomigliare al referendum che costò a Renzi le dimissioni; non lo trovo giusto. Su un’opera di una tale importanza devono valere aspetti diversi, anche di convenienza economica»

Lei ha definito il ponte un’opera di straordinaria modernità, ma chi è contro la sua realizzazione sostiene che si leda l’ambiente.

«Il sono anche un ingegnere e ricordo a tutti che un progetto è sempre corredato da una relazione sull’impatto ambientale; qui si sono cimentati i più grandi studiosi del mondo. Evidentemente hanno rilevato che non creerebbe un danno al sistema ambiente. Io credo che sarebbe una delle grandi meraviglie tecniche del mondo. Qualche cosa che abbellirebbe il contesto naturalistico bellissimo, che aggiungerebbe bellezza a uno Stretto che già di suo per natura ha delle peculiarità eccezionali in quanto a posizionamento e bellezza dei luoghi»

Craxi da presidente del Consiglio già nel 1985 disse che era un’opera avveniristica. Oggi ancora sembra essere una chimera. Ma perché secondo lei molti rifiutano la modernità?

«Credo che molti lo facciano per presa di posizione, per distanziarsi da chi lo propone. Ci sono anche gli ambientalisti esasperati che dove vedono cemento vedono nero, a prescindere dall’utilità o dalla bellezza dell’opera. Vedo anche tanta lana caprina: ho letto che tra le motivazioni degli ambientalisti c’è quella che l’ombra proiettata dal ponte danneggerebbe i pesci o il volo degli uccelli, cose che non stanno né in cielo né in terra. L’impressione è che i social ci abbiano danneggiati, tutti si sentono esperti di tutto e in grado di poter dare un’opinione da esperti senza esserlo. Tutti parlano di faglie, di pericolo terremoti, di disfunzioni possibili tecniche senza avere le nozioni per farlo»

Cosa porterebbe di positivo al Paese?

Intanto sarebbe un volano eccezionale di sviluppo sia per la Calabria sia per la Sicilia, purché abbinato all’alta velocità. C’è uno studio della Federico II di Napoli che prova che si raddoppierebbe in dieci anni il Pil di tutte le aree che ricadono entro centocinquanta metri dalle stazioni di alta velocità, quindi di Calabria e di Sicilia, regioni che uscirebbero dagli ultimi posti in Europa riguardo la povertà»

Tra quelli contrari al ponte c’è anche chi dice che in questo modo si “ingrossa” la ndrangheta. Lei che ne pensa?

«Questa credo che sia la più grande corbelleria che si possa sostenere, perché parti dello Stato così dimostrerebbero la loro impotenza rispetto a questo fenomeno delittuoso terribile. Significa dichiarare la propria sconfitta e accrescere la sfiducia delle persone nel territorio nei confronti dello Stato, perché significa ammettere una debolezza e riconoscere la superiorità della ‘ndrangheta. È lo Stato che semplicemente deve vigilare sulla ndrangheta. Quelle sono considerazioni banali e anche controproducenti»

A chi leggerà questa intervista tra trent’anni. Un pronostico, il ponte lo vedrà oppure no?

«Ho l’impressione che stavolta si farà, perché ci sono tutte le premesse per realizzarlo e anche perché è diventato un fatto personale di chi lo propone. È un mio sogno che sarà coronato. Il ponte ci sarà, peccato che non riuscirò a vederlo»

 

Ti potrebbero interessare