di Daniele Unfer
Michele Tarantino, segretario regionale Psi Campania, traccia i contorni del progetto politico Avanti dal quale è nata la lista Avanti Campania che vedrà un nutrito numero di compagni e compagne partecipare alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale campano i prossimi 23 e 24 novembre, sostenendo la candidatura a Presidente di Regione di Roberto Fico.
I socialisti alle regionali si presentano con il progetto “Avanti”
«Avanti Campania è una sfida nuova, ma profondamente coerente con la storia socialista. È un progetto aperto, plurale e riformista, che mette insieme la tradizione socialista con energie civiche, cattoliche e liberali. Nasce dall’idea che la Campania possa essere una Regione che unisce, non che divide, e in queste settimane stiamo toccando con mano l’entusiasmo dei nostri candidati e dei territori. La lista Avanti è la dimostrazione che la politica può tornare ad essere proposta, visione e concretezza, e non solo contrapposizione»
Il centrosinistra ha governato la Campania per lungo tempo. Come è cambiata la regione con De Luca e da dove può ripartire Roberto Fico?
«In questi anni la Campania è cambiata molto: le infrastrutture, la sanità, la gestione del Pnrr hanno conosciuto un salto di qualità. Il governo De Luca ha rappresentato un ciclo di buona amministrazione, che ha restituito credibilità e investimenti. Roberto Fico può partire proprio da qui: dalla continuità del lavoro fatto ma con la capacità di innovare e aprire una nuova stagione di partecipazione, trasparenza e inclusione. Io vedo una sinergia naturale tra De Luca e Fico, e sono convinto che il Presidente uscente saprà dare un contributo importante alla vittoria della coalizione. La linea che unisce De Luca, Manfredi e Fico è quella di una Campania che cresce, che innova e che non lascia indietro nessuno»
Quali sono i punti qualificanti del programma socialista per la regione?
«Il nostro programma ruota attorno a cinque grandi pilastri, che sono l’anima di Avanti Campania: ripartire dai meriti: premiare competenze, innovazione e lavoro di qualità, superando il clientelismo; un patto per il primo impiego giovanile e politiche attive ‘on demand’. Riconoscere i bisogni: sanità pubblica più forte, liste d’attesa abbattute, telemedicina, assistenza domiciliare, salute mentale e welfare di prossimità. Rigenerare le comunità: economia circolare, tutela del suolo e dell’acqua, rinascita delle aree interne, cultura di prossimità. Rinnovare il patto democratico: legalità, trasparenza, partecipazione dei cittadini e riuso dei beni confiscati. Riconnettersi al futuro: digitalizzazione della pubblica amministrazione, intelligenza artificiale al servizio del bene comune, agricoltura sostenibile e turismo di qualità. È un programma concreto, scritto con metodo e partecipazione, che guarda a una Campania moderna, verde, giusta e riformista».
Si sente la mancanza di una forte componente riformista in Campania?
«Sì, e per questo ci siamo messi in cammino. In questi anni la voce dei riformisti si è dispersa, ma oggi i socialisti tornano protagonisti. Avanti Campania riaccende quella cultura di governo che tiene insieme libertà, responsabilità e giustizia sociale. Noi non siamo la testimonianza di un passato, ma l’architrave di un futuro possibile: una sinistra che parla di lavoro, innovazione, diritti e crescita, non solo di appartenenze»
Le regionali possono essere un test per il centrosinistra e per le alleanze future?
«Assolutamente sì. La Campania può essere il laboratorio del nuovo centrosinistra: largo, plurale e riformista. La coalizione che sostiene Roberto Fico è già un esempio di unità tra forze diverse che si riconoscono in un progetto comune. Se riusciremo a vincere qui, dimostreremo che l’Italia può guardare avanti partendo da una visione condivisa e da una nuova energia riformista. Come diceva Mitterrand, serve ‘la forza tranquilla’: quella che unisce, non divide. E oggi Roberto Fico, come ha ricordato Enzo Maraio, la incarna perfettamente»



