Intervista a Martina Cardosi. Regionali: «Dico ai giovani: andate a votare» Non più spettatori ma protagonisti. I socialista in “Casa Riformista” a sostegno di Eugenio Giani

di Daniele Unfer

Martina Cardosi, 21 anni, di Cecina in provincia di Livorno, giovane dirigente del Psi, aletta nella segreteria nazionale voluta dal segretario del partito, Enzo Maraio, insieme ai socialisti toscani guidati dal segretario regionale Giorgio Del Ciondolo, attiva nella campagna elettorale per le elezioni regionali toscane che si terranno domenica 12 e lunedì 13 ottobre, parla soprattutto ai giovani e agli studenti facendo un appello preciso: “andate a votare”. I socialisti si presentano in “Casa Riformista” con i suoi candidati, a sostegno del presidente uscente Eugenio Giani.

Qual è il messaggio per i giovani che si apprestano a votare per la toscana?

«Vorrei dire ai giovani come me prima di tutto di recarsi alle urne. In un mondo che spesso ci vuole spettatori con il voto abbiamo la possibilità di essere protagonisti. è il momento di scegliere da che parte stare. Votate per il lavoro, per la scuola pubblica, per la sanità pubblica, per chi non ha voce. Votate contro la precarietà, l’ingiustizia e l’indifferenza. Il futuro è nostro solo se lo costruiamo insieme»

I socialisti sono una forza che del riformismo ha da sempre fatto un cavallo di battaglia. È di moda parlare di riformismo o è un concetto del passato? E quanto serve la presenza forte del riformismo una regione come la Toscana?

«In Toscana il riformismo è cruciale per affrontare questioni come la disuguaglianza economica, la sanità pubblica, lo abbiamo visto con la pandemia che ha evidenziato la necessità di riforme nei sistemi sanitari per garantire l’accesso e la sostenibilità, migliorando la preparazione per future crisi sanitari, l’educazione in cui le riforme servono per adattare i sistemi educativi alle esigenze del mercato del lavoro moderno e per garantire un accesso equo all’istruzione. Il riformismo è più che mai necessario per affrontare le sfide contemporanee, specialmente in regioni con storie e identità politiche profonde come la Toscana»

Il governo Meloni tiene alta la polemica su tutto con lo scopo di non parlare delle cose che servono e così i temi che più riguardano i cittadini sono spesso trascurati se non del tutto dimenticati, tra questi, scuola e università. Facciamo il punto nella tua regione su questi temi…

«Le università toscane presentano delle eccellenze come la scuola Normale o Sant’Anna di Pisa, l’università per stranieri di Siena e l’Università di Firenze nonostante gli enormi tagli subiti e quindi il sottofinanziamento degli atenei da parte del Governo Meloni. Abbiamo posto particolare attenzione al tema dell’abitazione che per i fuori sede rappresenta un’importante voce di spesa (es a Firenze canoni medi hanno raggiunto i 21,40€/m2 nel 2025. Ciò evidenzia come il raggiungimento dell’autonomia abitativa per i giovani sia un passo sempre più difficile da fare.) La Regione dovrebbe impegnarsi affinché si avviino progettualità che puntino al recupero di immobili nei centri delle città sede di università vigilando sul rispetto delle normative per l’accesso a cofinanziamenti statali e a garanzia di una buona qualità dell’abitare. Per esempio: l’elaborazione di piani attuativi che possano specificare i contenuti di piani urbanistici che in sé già prevedono la riqualificazione in senso generale di aree dismesse o in fase di dismissione (Ospedale Santa Chiara di Pisa). Sono da prediligere realtà quali campus pubblici eventualmente ubicati anche in zone periferiche purché sia presente un buon collegamento infrastrutturale con i poli universitari. E incentivi all’utilizzo dei mezzi pubblici permettendo ai pendolari e viaggiatori abituali di maturare sconti sul costo di biglietti e abbonamenti. La regione Toscana risulta estremante virtuosa già oggi sul sostegno al Dsu, tuttavia, riteniamo importante avviare una discussione dedicata alla formulazione di una strategia che ci consenta l’accesso a forme di finanziamento alternativo al PNRR che si avvia a scadenza»

Politiche per i giovani: come siamo messi in Toscana su questo fronte? La giunta ha messo in campo risorse adeguate e cosa si può e si deve fare in più?

«La regione Toscana ha già presentato un progetto regionale “Giovani sì” che è ormai una struttura consolidata per favorire l’autonomia dei giovani fino a 40 anni. Comprende opportunità su studio/formazione, lavoro, fare impresa, partecipazione civica. Sono stati impiegati oltre 2 miliardi di euro e coinvolti 600.000 giovani. Ma le politiche giovanili possono essere ulteriormente rafforzate e completate ad esempio creare e sostenere spazi giovani — centri culturali, laboratori artistici, spazi digitali — dove i giovani possano “essere”, non solo “fare”. Incentivi per la cultura giovane, la musica, l’arte, iniziative locali. Proponiamo l’approvazione di una legge, che ricalchi i contenuti descritti nella legge annuale 3/2022, che definisca una visione strategica rispetto al ruolo dei centri da intendere come “Cantieri del futuro”. Vorremmo istituire un fondo regionale unico a sostegno dei progetti di costruzione e gestione di questi spazi. Formulazione di Bandi per la riqualificazione di spazi pubblici che includano anche i Comuni sotto i 30.000 abitanti dove i giovani tendono ad andare via per mancanza di lavoro, servizi, attività»

Concludendo…

«Vorrei fare un appello al voto per la lista “Casa Riformista” e in particolare per la circoscrizione di Livorno per la candidata capolista Sonia Baronti, segretaria provinciale della Federazione PSI di Livorno. Sonia porterà con noi queste battaglie in consiglio regionale»

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