Intervista a Domenico Tanzarella: «Avanti Popolari. Il progetto riformista vede protagonisti i socialisti in Puglia con Decaro»

di Andrea Follini

Veneto, Campania ma anche Puglia. Questo week end in queste regioni si voterà per rinnovare il consiglio regionale ed eleggere il nuovo Presidente. Ne abbiamo parlato con Domenico Tanzarella, segretario regionale PSI Puglia.

Segretario, le elezioni regionali in Puglia di questo fine settimana, vedranno contendersi la Presidenza Decaro e Lobuono con il candidato del centro sinistra dato per favorito. In caso di vittoria, ci sarà secondo te, una continuità rispetto al passato o ci dobbiamo attendere novità?

«Lo schieramento nel centro sinistra è lo stesso e pertanto se come si dice vinceremo, le politiche saranno in linea con quelle della presidenza Emiliano. È anche vero che chi si candidata in un contesto già collaudato, nello stesso schieramento che l’ha preceduto, ci tiene a far sapere che una certa discontinuità non mancherà. Successe così anche con Emiliano dopo Vendola, Ma si deve far tesoro anche delle buone cose messe in campo nel passato, che vanno recepite e poi eventualmente migliorate. Se poi vi sono anche idee nuove, ben vengano».

Decaro è una figura non solo molto conosciuta e riconosciuta in Puglia, ma anche molto apprezzata.

«Decaro è una macchina da guerra. È un po’ come Sinner: imbattibile. Questo però non deve portarci a dare già tutto per scontato, perché sarebbe pericoloso. Il fatto di pensarlo già vincitore, potrebbe scoraggiare la partecipazione al voto e questo dobbiamo assolutamente evitarlo. L’astensionismo storicamente in questa regione è molto alto; è un valore sul quale dobbiamo recuperare. Non dimentichiamoci che Decaro è stato eletto la prima volta sindaco a Bari, oltre dieci anni fa, con un’affluenza circa al 30%. Altra questione non meno importante su cui riflettere è che cinque anni fa, in virtù della legge elettorale regionale, oltre duecentomila elettori non ebbero rappresentanza; una legge che avvantaggia i partiti maggiori, che si aggiudicano la maggior parte dei seggi a scapito dei partiti più piccoli che non riescono a superare lo sbarramento».

Guardiamo ora un po’ dentro casa nostra. La lista Avanti Popolari con Decaro è nata nel solco del progetto Avanti deciso al congresso di Napoli, un percorso politico che mette insieme i riformisti, accomunando in questo caso il mondo socialista ed il mondo cattolico, con la presenza anche di alcune anime civiche. È stata un’alleanza difficile da costruire?

«È stato un percorso non semplice, ma ci siamo riusciti. Molto ha contribuito anche la volontà di Decaro che alla formazione di questa particolare lista teneva molto. La scelta di Italia Viva di non partecipare, dopo una iniziale intesa, resta inspiegabile e me ne rammarico».

Avanti è un progetto che ci consente di andare oltre alla formazione a tridente (Pd, Avs, M5S) che contraddistingue l’opposizione in parlamento ed apre ad una prospettiva nuova, come da tempo i socialisti chiedono.

«L’ipotesi di una “quarta gamba”, chiamiamola così, all’interno del campo largo del centro sinistra è una prospettiva sulla quale da tempo il nostro segretario nazionale sta lavorando. Certo, ci vorrebbe meno discontinuità e più coraggio da parte dei leader degli altri partiti impegnati in questo percorso, che troppo spesso si perdono in personalismi inconcludenti com’è stato dopo Stati Uniti d’Europa, progetto molto apprezzato dagli elettori, specialmente al Sud. Ora in Puglia ci stiamo provando a creare quest’anima riformista con il progetto Avanti, con un dialogo serrato tra l’area socialista e riformista e quella cattolico-popolare; uno schema già sperimentato nella storia del nostro Paese».

Segretario, cosa serve oggi alla Puglia ed ai pugliesi?

«La Puglia, come molte regioni ma in particolare quelle del sud, ha bisogno di un salto di qualità nel settore della sanità. È stato reso evidente anche dai sondaggi predisposti dal team di Decaro nei mesi scorsi. È senz’altro il primo problema percepito dai pugliesi. Nonostante i passi in avanti compiuti in questo campo negli anni, gli interventi dello Stato, con la restrizione delle risorse trasferite, ha peggiorato la situazione, con disparità di servizi erogati anche tra provincia e provincia. Il secondo problema è quello del ciclo dei rifiuti e la necessità di un intervento che ponga fine ad una gestione da parte di un’agenzia regionale che pare pubblica ma di fatto si appoggia a strutture ed impianti che sono privati. Anche in questo campo la carenza di strutture pubbliche va colmata. E poi l’altra questione importante è quella del lavoro, cioè creare occasioni di lavoro, fare dei grandi progetti per la realizzazione di posti di lavoro in particolare per i giovani. È indispensabile per evitare la fuga di cervelli che dalla Puglia vanno a lavorare altrove, al nord, in altre nazioni. Su questo bisogna puntare l’attenzione, oltre anche al problema dei trasporti, perché la Puglia è una regione che ha una lunghezza di seicento chilometri. Lunga e stretta. I trasporti hanno bisogno di maggiori risorse per garantire la mobilità a studenti, lavoratori pendolari. Questi sono i temi principali sui quali si è costruito il programma elettorale della coalizione ed i punti sui quali intendiamo metterci all’opera da subito, per ridare ai pugliesi i servizi che una grande regione come la nostra merita».

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