In piazza per la democrazia, non contro qualcuno

di Enzo Maraio

Martedì saremo in piazza, davanti a Montecitorio, insieme a tanti amici e compagni di viaggio, con +Europa, Progetto Civico e altre realtà che condividono una convinzione semplice: le regole della democrazia si cambiano solo se rendono la democrazia più forte, non più debole. Non ci convince la riforma proposta dal Governo. Non ci convince nel metodo e non ci convince nel merito. Continuiamo a ritenere anomalo che in Italia si tenti di modificare la legge elettorale a ogni cambio di stagione politica, quasi fosse uno strumento da adattare alle convenienze del momento anziché un patrimonio comune da preservare. Le regole del gioco dovrebbero nascere dal confronto più ampio possibile, per tutelare tutti e non avvantaggiare qualcuno. Ci preoccupa l’indicazione del premier sulla scheda, che rischia di alterare l’equilibrio della nostra democrazia parlamentare e di sminuire il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica. Così come non condividiamo un premio di maggioranza che può comprimere la rappresentanza e alterare il rapporto tra voti ottenuti e seggi assegnati. Non ci piace nemmeno una normativa che continua a penalizzare alcune forze politiche nella raccolta delle firme e che, incomprensibilmente, rifiuta strumenti digitali. Raccogliamo le firme per presentare le liste esattamente come si faceva sessanta anni fa. E poi c’è un’altra questione per noi fondamentale: il ritorno delle preferenze. Non possiamo accettare che siano ancora una volta le liste bloccate a decidere chi entra in Parlamento. Devono essere i cittadini a scegliere i propri rappresentanti, non le segreterie dei partiti. Sempre più finti con rare eccezioni. Per tutte queste ragioni saremo in piazza. Non per difendere il passato, ma per costruire una democrazia più aperta, più partecipata e più rappresentativa. Perché la qualità delle istituzioni riguarda tutti ed è battaglia centrale. La democrazia vive quando i cittadini partecipano. Martedì saremo lì, insieme, per ricordarlo.

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