Il generale e il risveglio del popolo reazionario

di Nautilus

L’addio alla Lega del generale Vannacci ha conquistato per 48 ore le prime pagine dei giornali e persino i titoli di apertura dei due principali quotidiani. Era già pronto un sondaggio che ne certificava il peso elettorale e in tanti si sono chiesti: a chi toglierà voti? Alle prossime elezioni politiche resterà nel recinto del centro-destra o cercherà la ventura come battitore libero? Quanti parlamentari seguiranno il generale? Tutte domande legittime, come le prime contromisure. Il governo ha messo la fiducia sul decreto che rifinanziava gli aiuti alla resistenza ucraina, soprattutto per testare la distanza che il nuovo movimento metteva tra sé e la maggioranza. Ma Vannacci, che non va sottovalutato in quanto a dialettica e prontezza, ha votato la fiducia e al tempo stesso ha votato no al provvedimento. Come dire: resto in area governativa ma sono contrario ad aiutare l’Ucraina. Dunque, l’ambivalenza resta. Resta perché il generale si prepara a fare il pieno di una fetta di opinione pubblica della quale non si occupa nessuno da qualche decennio: i reazionari. Italiani che guardano con disprezzo i migranti, chiamano con espressioni antiche gli omosessuali, hanno aperta nostalgia per il Duce. Italiani che per i primi 30 anni del dopoguerra erano stati curati e collocati dall’ Msi e da allora sino ad oggi sono stati trascurati dai partiti della destra, che ogni tanto lanciavano messaggi più o meno subliminali per tranquillizzare quegli elettori, fargli capire: la pensiamo come voi. Ora il generale chiama a raccolta il popolo reazionario. Senza infingimenti. Ma questa è la “notizia” da pesare e soppesare: nell’Italia del 2026 quanti sono i reazionari pronti a rispondere al richiamo della foresta? Il generale, con questo capitale “ideale”, sarà capace di condizionare il governo? Ci saranno temi sui quali il governo sarà trascinato su posizioni di estrema destra? Vannacci avrà la capacità di agitare temi scomodi e alla fine guadagnare un posto al sole dentro la coalizione, che per questo avrà un baricentro spostato a destra? La novità è questa: dopo 50 anni è tornato in Italia un partito apertamente reazionario. Potrebbe risultare orgogliosamente decisivo nella compagine che chiederà la fiducia degli italiani.

 

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