Gli involontari “assist” per la sinistra di Carlo Nordio

di Nautilus

L’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio era stato uno degli investimenti più importanti di Giorgia Meloni nell’autunno 2022, quando formò il suo governo. Davanti a Silvio Berlusconi che reclamava per Forza Italia il ministero della Giustizia, la leader di Fratelli d’Italia si impuntò. Volle Nordio, ex magistrato di un certo prestigio, esterno al partito, garantista. Da quando si è insediato a via Arenula, il Guardasigilli ha messo in fila una striscia di vicende spinose. In principio venne il caso Cospito, con la gestione non esemplare di carte riservate fatta da un suo sottosegretario, Andrea Delmastro, amico della presidente del Consiglio. Poi venne il caso Almasri, il libico inseguito da un mandato di cattura internazionale, rispedito a casa con un volo di Stato e successivamente arrestato addirittura dai libici, il tutto con un imbarazzante rimpallo di responsabilità e una ragion di Stato mal declinata. Poi la gestione maldestra della campagna referendaria, condotta con epiteti talmente paradossali da indurre all’intervento il Capo dello Stato. Dopo la sconfitta ebbe a dire, «Mi assumo le responsabilità politiche della sconfitta», ma è restata una battuta senza conseguenze. Ora il caso Minetti: non sembrano esserci responsabilità soggettive del ministro ma il ministero è al centro del traffico delle carte. Torna alla mente il caso Kappler. Il 15 agosto 1977 l’ex gerarca nazista, ricoverato presso l’ospedale militare del Celio, riuscì a evadere in modo rocambolesco. Non c’erano responsabilità soggettive del ministro della Difesa Lattanzio, che però 33 giorni dopo si dimise. In ossequio al principio della “responsabilità oggettiva” che scatta nei casi più gravi. Da tempo le opposizioni invocano le dimissioni di Nordio e hanno ripetuto la richiesta per il caso Minetti, tra l’altro senza attendere i primi riscontri da parte della Procura di Milano. Chiedere le dimissioni non costa molto ma nel caso del “recidivo” Nordio l’istanza si poggia su diversi precedenti. E tuttavia, mettendosi nei panni delle opposizioni, non ci vuol molto a pensar “male”. Se il ministro resterà al suo posto, almeno potenzialmente può esser capace di altre gestioni politiche maldestre, da risultare quasi un “investimento” per chi non ama il centro-destra.

Ti potrebbero interessare