Futuro Nazionale e gli iscritti a loro insaputa

di Redazione

Dal Friuli alla Puglia, cittadini che raccontano di essersi ritrovati iscritti al partito di Vannacci senza averlo mai domandato. Il movimento respinge le accuse. Ma intanto il mistero delle tessere resta. E, con esso, una domanda piuttosto semplice: chi le ha richieste e chi le ha pagate? La politica italiana ha conosciuto molte forme di proselitismo. Il porta a porta, il volantinaggio, il gazebo, il comizio, il messaggio sui social. Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci, sembra aver aggiunto una variante decisamente più creativa: l’iscritto inconsapevole. La formula è semplice. Un giorno apri la cassetta delle lettere e trovi una busta. La apri pensando alla solita pubblicità, a una bolletta o magari alla convocazione dell’assemblea condominiale. E invece no: dentro c’è una tessera di partito intestata proprio a te. Con tanto di benvenuto e, nel caso raccontato nei giorni scorsi, una lettera firmata dall’ex generale. Il problema è che quella tessera non l’hai mai chiesta. L’ultimo caso è esploso in Friuli Venezia Giulia e riguarda una coppia di origine romena. A raccontarlo è stato il figlio, Mihai Tudose, che ha trovato nella cassetta della posta dei genitori, allora in vacanza, due tessere di Futuro Nazionale. I genitori, secondo il suo racconto, hanno negato di aver presentato una domanda di adesione e di aver pagato la quota associativa. La vicenda presenta anche un particolare che rende il caso meno simile a un banale errore di battitura. Secondo quanto riferito dal figlio, una consigliera comunale di Prata di Pordenone, Gabriela Bulai, già nella Lega e poi passata a Futuro Nazionale, avrebbe chiesto ai due una fotografia dei documenti. Da qui il sospetto che quei dati possano essere stati utilizzati per il tesseramento. Ma attenzione: al momento non ci sono elementi pubblici che dimostrino che sia andata così. E infatti Futuro Nazionale racconta una storia completamente diversa. Antonio Falzarano, referente regionale del movimento, ha respinto l’ipotesi di un’iscrizione all’insaputa degli interessati. Secondo la sua versione, la coppia si sarebbe tesserata volontariamente, avrebbe compilato i moduli e sarebbe stata convinta proprio da Bulai. Il problema, sostiene, sarebbe nato quando il figlio ha trovato le tessere e si è sorpreso della loro presenza. Bulai, dal canto suo, ha dichiarato di essere pronta a dimostrare la correttezza del proprio operato. Insomma, per ora abbiamo due versioni incompatibili e una tessera che, a differenza delle dichiarazioni, è decisamente concreta. Resta poi un dettaglio non secondario: il denaro. Lo statuto di Futuro Nazionale prevede il versamento di una quota per l’iscrizione. Secondo la ricostruzione pubblicata dal giornale Repubblica, la procedura online prevede che la tessera venga spedita dopo la ricezione e la verifica del pagamento. Se dunque qualcuno sostiene di non avere mai chiesto l’iscrizione né pagato la quota, la domanda viene quasi spontanea: chi ha aperto il portafoglio? Il caso friulano non è isolato. A luglio una ventenne di Santeramo in Colle, Francesca Caterina Laquale, aveva denunciato di essersi ritrovata nella cassetta delle lettere una tessera di Futuro Nazionale intestata a lei e accompagnata da una lettera di benvenuto firmata da Vannacci. La giovane ha sostenuto di non avere mai chiesto l’iscrizione e la famiglia ha presentato un esposto ai carabinieri. Secondo il suo racconto, anche altri ragazzi avrebbero ricevuto tessere analoghe. Anche in quel caso la questione non è soltanto politica, ma riguarda l’utilizzo dei dati personali e la legittimità dell’adesione. Perché una cosa è convincere un cittadino a votarti. Un’altra è convincerlo senza che lui se ne accorga, di essere già diventato tuo tesserato. Ed è qui che il fenomeno assume una sua involontaria comicità. Vannacci ha costruito gran parte della propria immagine politica sull’idea di una destra energica, disciplinata, efficiente, capace di rimettere ordine nel caos. Ma se il caos finisce dentro la cassetta delle lettere, con tessere che gli interessati dichiarano di non aver mai richiesto, la propaganda rischia di trasformarsi in una specie di commedia degli equivoci. Il modello di tesseramento, del resto, è diventato un elemento centrale nella narrazione della crescita del movimento. Futuro Nazionale ha annunciato numeri molto elevati di adesioni: in Friuli Venezia Giulia il referente regionale parla oggi di circa cinquemila iscritti, mentre già a giugno venivano riportate migliaia di adesioni nel Nordest. Numeri importanti, soprattutto per un movimento giovane. Ma proprio per questo ogni tessera contestata pesa più di quanto potrebbe sembrare. Un’iscrizione politica non è una raccolta punti del supermercato. Non dovrebbe funzionare con la logica del “complimenti, hai raggiunto il livello successivo: sei diventato vannacciano”. C’è poi un precedente che rende la faccenda ancora più delicata. Un’inchiesta giornalistica sul sistema di tesseramento online aveva sollevato dubbi sulla possibilità di ottenere tessere utilizzando dati fittizi o codici fiscali generati, evidenziando presunte vulnerabilità della procedura. Si tratta di un tema distinto dai singoli casi di persone che contestano la propria iscrizione, ma contribuisce a spiegare perché oggi il funzionamento del sistema sia sottoposto a particolare attenzione. Futuro Nazionale, naturalmente, ha tutto il diritto di rivendicare il proprio successo e di respingere ogni accusa. E se le iscrizioni contestate sono davvero frutto di errori, equivoci o adesioni volontarie poi rinnegate, sarà possibile chiarirlo attraverso documenti, moduli e pagamenti. La politica, almeno in teoria, dovrebbe avere una passione particolare per le prove. Nel frattempo resta l’immagine di una tessera politica che viaggia per l’Italia alla ricerca del proprio proprietario. Dal Friuli alla Puglia, il protagonista involontario è sempre lo stesso: il cittadino che apre la buca delle lettere e scopre una nuova identità politica già confezionata. A questo punto Vannacci potrebbe quasi inaugurare una nuova campagna: “Futuro Nazionale, il partito che arriva prima di te”. Peccato che, per iscriversi a un partito, normalmente dovrebbe essere il cittadino ad arrivare prima della tessera.

Ti potrebbero interessare