Dal progetto Avanti un nuovo modo di pensare la politica

di D.U.

Il progetto Avanti, una intuizione che nasce dal Congresso di Napoli. Così, con questo simbolo e con questo nome, si presentano i socialisti, insieme a Raimondo Pasquino (CDU) e Salvatore Piro (Pri), a partire dalle regionali. Il 23 e 24 novembre si voterà in Campania. Il centrosinistra, dopo i due mandati vinti da Vincenzo De Luca, punta per la presidenza della Regione su Roberto Fico. La Campania, con oltre cinque milioni di abitanti, si contende con il Lazio, che ne ha pochi di più, il secondo posto per popolazione e per questo rappresenta un pezzo importante di territorio in cui i socialisti si presentano con un laboratorio politico di rilievo. Un’area dell’innovazione e della modernizzazione. Il progetto Avanti Campania nasce dall’esigenza di rappresentare un punto di incontro tra culture e valori diversi: riformisti, cattolici, esperienze civiche e mondi che credono nel cambiamento. “Vogliamo creare un laboratorio politico che diventi un riferimento per tutto il centrosinistra nazionale” ha sintetizzato Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, che martedì scorso a Napoli ha presentando il progetto alla presenza di Roberto Fico. La nostra lista ha detto Maraio “sarà la sorpresa di questa campagna elettorale. Siamo convinti di ottenere un risultato straordinario. Questa unità di intenti con i partner dell’alleanza – ha aggiunto – ci porterà ad essere una sorpresa. Saremo importanti per la vittoria che Roberto Fico avrà alle prossime elezioni. Con Fico ci siamo da subito intesi sui punti programmatici. Abbiamo fatto sintesi sui temi e creato unità nella coalizione. Devo riconoscere la bontà della scelta. Fico – ha detto ancora Maraio – sta dimostrando di essere un leader di coalizione con la capacità di saper tenere insieme le varie anime del centrosinistra. Oggi è il miglior candidato presidente che potevamo scegliere. Noi socialisti siamo quelli che guardano avanti, ma nella storia Fico mi ricorda molto quando nel 1981 Mitterrand, in una Francia dilaniata dalle difficoltà, lanciò uno slogan: ‘La forza tranquilla’. Ecco credo che Roberto Fico sia la forza tranquilla della Campania e ci porterà a fare di questa regione la capofila del rilancio del Sud e del riscatto del Mezzogiorno. Altro che autonomia differenziata”. Ma resta una lezione da imparare. Sempre la stessa, molto semplice da identificare ma meno da realizzare: uniti si vince, divisi si perde. Lo si è visto in tutte le ultime elezioni a turno unico: dalle politiche ai diversi turni regionali. Il progetto Avanti nasce da questa constatazione e dall’esigenza di creare un polo di attrazione capace di unire i riformisti per farne un nucleo forte del centrosinistra. Il riformismo è una idea che si traduce in metodo: quello di fare quanto possibile in una logica dei piccoli passi. Serve pragmatismo, serve capacità di analisi, serve un progetto e una via ben tracciata e non l’improvvisazione. Non vuol dire annusare l’aria per dare le risposte che piacciono agli elettori, vuol dire capire e dare le risposte che servono. “Non si vince – ha spiegato Maraio – con una coalizione chiusa a due o tre forze. Pd e Movimento 5 Stelle da soli non bastano: serve aprirsi. Con Avanti Campania lanciamo un’idea nuova, inclusiva, aperta ad altri partiti e movimenti che condividono la sfida del rinnovamento e della buona politica. Al tavolo della coalizione, a sostegno della candidatura di Roberto Fico, ci sediamo con le nostre proposte su welfare, casa, giovani, imprese e famiglie. Partiremo dal grande lavoro di questi anni per fare ancora meglio. In Campania saremo la sorpresa”. I socialisti già da tempo sostengono la necessità di un incontro tra il riformismo, il mondo civico e il cattolicesimo democratico per far rinascere una politica capace di unire, di ascoltare, di dare risposte concrete alle persone. È un modo nuovo e aperto di fare politica: più moderno, più giusto, più europeo. È una sfida che rappresenta “l’avanguardia del cambiamento”. Le elezioni regionali campane vogliono rappresentare una logica che ci dice che il futuro della coalizione può essere vincente ad una condizione. Quella di superare il recinto attorno a Pd, M5S e Avs. Andare oltre, allargare. I voti non arrivano se non cogliendo anche le istanze di chi non si sente più rappresentato. Il partito che da anni sta crescendo di più è quello dell’astensionismo. È un segnale pessimo e colpevolmente ignorato. La proposta della lista Avanti vede un centrosinistra che si apre all’area moderata e riformista. “Non solo dal punto di vista territoriale, ma anche e soprattutto nei contenuti, nei temi e nei valori”. Insomma Avanti non è solo una direzione. È un modo nuovo di interpretare la politica.

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