di Nautilus
La più brutta, caotica e viscerale campagna politico-referendaria dopo quella del 1948 volge al termine e per responsabilità soprattutto del Fronte del No, il merito della riforma sulla separazione delle carriere è stato letteralmente espulso dalla discussione pubblica. Ma un contributo al caos lo hanno dato anche esponenti del governo che avevano interesse a restare sul punto, a dispetto dei tanti – giuristi, magistrati, esponenti politici come i socialisti – che invece hanno battagliato sul merito. Una menzione speciale per una cattiva esposizione delle buone ragioni a favore della riforma la merita la presidente del Consiglio in quello che dovrebbe essere stato il comizio finale, dieci giorni prima del voto. Puntuali e anche coraggiose le punzecchiature all’Associazione nazionale magistrati: «Non devo ricordare quante volte in passato gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati» a causa «dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica. Dopo decenni di rinvii e tentativi mancati abbiamo approvato una riforma storica che affronta i principali problemi alla base del malfunzionamento della giustizia». Opportuna anche la critica in controluce alla signora Giusi Bortolozzi, capo di gabinetto del Guardasigilli: «Non facciamo questa riforma perché ce l’abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura». Ma poi il cuore del suo discorso, quello destinato ad imprimersi nelle teste degli elettori, è di ben altro tenore. Sono riecheggiati i riferimenti a giudici che avrebbero «liberato» migranti, stupratori, pedofili e quelli che si stanno occupando della storia della cosiddetta “famiglia del bosco”. Se vince il No, «ci ritroveremo magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita. Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza. Antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria». Argomenti lapidari, da destra di opposizione, non di governo.



