di Giada Fazzalari
Il 25 dicembre 1896 nasceva “l’Avanti!”, con la direzione di Leonida Bissolati e un editoriale che sarebbe passato alla storia: “Di qui si passa!”. La voce del socialismo italiano, che non si è mai spenta, è stata ed è strumento di lotta civile e culturale, laboratorio di idee e coscienze. In quel primo numero, più attuale che mai, c’era tutto il senso di un impegno: non smarrire la direzione della giustizia sociale. Da allora “l’Avanti!” ha attraversato stagioni luminose e tempi oscuri. Ha conosciuto l’entusiasmo delle conquiste, la durezza delle repressioni, l’esilio delle idee e il ritorno della speranza. È stato giornale di popolo e di partito, palestra di pensiero e di lotta. In un tempo in cui l’informazione corre veloce e spesso è superficiale, “l’Avanti!” rivendica il diritto e il dovere della profondità, della verifica, del punto di vista. Non neutralità indifferente, ma partecipe; non propaganda cieca, ma critica rigorosa; non chiusura identitaria, ma apertura al dialogo e al futuro. Il mondo del lavoro cambia, le forme della disuguaglianza si trasformano, le democrazie sono messe a dura prova. Proprio per questo abbiamo ancora qualcosa da dire: ricordare che i diritti non sono concessioni, ma conquiste; che la pace è un lavoro quotidiano; che la giustizia sociale è l’orizzonte senza il quale la politica perde senso. Nel giorno in cui tutto ebbe inizio, rinnoviamo dunque il nostro patto con lettrici e lettori, compagne e compagni: continuare a camminare insieme, con la schiena dritta e lo sguardo lungo.



