di Giada Fazzalari
Il romanzo a puntate degli appuntamenti elettorali d’autunno volge al termine. Domenica 23 e lunedì 24 novembre la tornata più corposa prevede la chiamata alle urne in Campania, Puglia e Veneto. La suddivisione dei vari momenti elettorali ha in parte stemperato la tensione intorno a queste elezioni che, se fossero state accorpate in un unico election day, avrebbero costituito di certo il momento politico clou di questa stagione. Tuttavia il turno elettorale riguarda tre regioni con circa quindici milioni di abitanti complessivi, coinvolge un quarto della popolazione italiana, e pertanto mantiene una importanza notevole per misurare la temperatura politica del Paese. L’esito finale, a meno di clamorosi capovolgimenti di sondaggi e previsioni, appare scontato. Due a uno, possiamo dire: Campania e Puglia al centrosinistra mentre il Veneto dovrebbe confermare il consenso al centrodestra. Il significativo divario tra le coalizioni è dovuto anche al lungo periodo di governo di tre personalità che sono state in grado di raggiungere una grande popolarità e di catalizzare un grande consenso nei relativi territori. Una prima risposta che dovranno fornire le urne riguarda proprio l’influenza degli ex Presidenti, in particolare di Vincenzo De Luca e Luca Zaia, la cui presenza rimane significativa nella vicenda elettorale e potrebbe condizionare anche la vita istituzionale successiva. Ciò dovrebbe indurre a qualche riflessione sulla eccessiva personalizzazione e concentrazione di poteri che si è andata via via creando in ambito regionale, depauperando il peso delle assemblee rappresentative. Ovviamente le elezioni misureranno anche lo stato di salute delle coalizioni e, ancora di più, dei vari partiti che le compongono. Nel centro destra la Lega potrebbe perdere ulteriori consensi nelle regioni meridionali a fronte di una migliore tenuta di Forza Italia, aggravando la crisi di leadership della improbabile coppia Salvini-Vannacci, con possibili ripercussioni sulla stessa tenuta del Partito e dello stesso Governo. Nell’ambito della coalizione di centrosinistra le elezioni misureranno lo stato di salute del Pd e della segreteria di Elly Schlein, ormai sottoposta ad una sorta di “fuoco amico” in vista delle elezioni politiche del 2027. Ed anche per i Cinquestelle il risultato nelle due regioni meridionali potrebbe invertire o confermare il trend negativo che si è evidenziato nelle ultime tornate. Il Partito Socialista Italiano continua il suo paziente lavoro di costruzione di un’area politica autonoma che possa essere determinante per la vittoria del centrosinistra nelle elezioni regionali, amministrative ed in quelle politiche. È il progetto AVANTI, che si rivolge ai riformisti, ai cattolici democratici e a tutte quelle realtà del mondo civico e associativo che vogliano lavorare insieme e concretamente per l’innovazione e la giustizia sociale, rifuggendo da populismi ed estremismi. Il progetto AVANTI sarà presente con il suo simbolo in Campania e con altri simboli in Puglia e Veneto. Ai tantissimi candidati e militanti, che sono in questi giorni protagonisti di questa avventura, va la nostra gratitudine e il nostro augurio.



