Avanti per l’Italia. Il riformismo che serve al Paese

di Daniele Unfer

Avanti per l’Italia. Quello svolto a Napoli sabato 13 dicembre è il primo appuntamento per fare il punto sugli ottimi risultati ottenuti dalla lista socialista alle ultime elezioni regionali nelle regioni chiamate al voto. Una giornata di lavoro non solo per riprender fiato dopo una campagna elettorale esaltante ma estenuante, ma soprattutto occasione per guardare al domani a cominciare dalle elezioni politiche dalle quali ci dividono solamente, salvo sorprese, solo due anni. Con l’appuntamento di Napoli nasce un tour attraverso l’Italia, da Sud a Nord, per raccontare la proposta riformista, aperta, inclusiva, dei socialisti. Una proposta per includere culture politiche diverse: il riformismo radicale, il cattolicesimo democratico, il civismo. «La Campania sarà un modello nazionale, non solo per la capacità dimostrata da Fico nel costruire una coalizione ampia e plurale ma soprattutto perché intendiamo creare un equilibrio tra visione sociale e responsabilità economica. Saremo un modello di governo» ha detto Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi nel corso della kermesse. Maraio ha rivendicato il risultato delle regionali. In sala, tra il numeroso pubblico, i consiglieri regionali eletti in Campania, in Puglia, nella Basilicata, il segretario nazionale del Pri Corrado Saponaro, la delegazione del Cdu guidata dal professor Raimondo Pasquino. «Ci davano all’1, abbiamo preso il 6% e vogliamo continuare a crescere e soprattutto a dare un contributo sulle idee. Vogliamo che la Campania – ha sottolineato Maraio – sia il luogo in cui le istanze di chi è più fragile e in difficoltà convivano con le esigenze di chi investe, produce e crea lavoro: piccole, medie e grandi imprese. La politica, in questo modello, non si limiterà a garantire diritti, ma costruirà un terreno comune in cui solidarietà e sviluppo economico non si contrappongono, ma si rafforzano reciprocamente. Non saremo – ha spiegato il segretario – la terra delle divisioni e delle contrapposizioni, ma quella che unirà le differenze, valorizzando tradizione e innovazione, radici culturali e nuovi progetti. In sintesi, vogliamo costruire un modello capace di coniugare giustizia sociale, pragmatismo economico, rispetto della tradizione e apertura al nuovo, per offrire al centrosinistra e al Paese un punto di riferimento stabile e credibile. In sintesi, vogliamo costruire un modello capace di coniugare giustizia sociale, pragmatismo economico, rispetto della tradizione e apertura al nuovo, per offrire al centrosinistra e al Paese un punto di riferimento stabile, inclusivo e credibile» ha concluso Maraio. Il messaggio uscito da questa lunga tornata elettorale iniziata lo scorso anno con la Sardegna e conclusa con il voto in Campania, Puglia e Veneto, è molto chiaro: quando il centrosinistra si presenta unito vince, quando a prevalere sono i personalismi, perde. Non serve ora qui fare l’elenco di come si sono concluse le precedenti regionali, ma serve trovare la strada per proseguire sul cammino dell’unità. Quanto la destra sia spaventata da questa possibilità, che deve diventare certezza, lo si legge dall’immediato annuncio da parte del partito della presidente del Consiglio della necessità di cambiare la legge elettorale per dare “stabilità al Paese”. Stabilità intesa come occupazione del potere in maniera sistematica. «Come Zohran Mamdani ha detto ‘alza il volume’ rivolgendosi a chi lo osservava dall’alto, così noi socialisti diciamo: ‘chi non ci vede oggi deve alzare il volume’ – ha detto ancora Maraio nel suo intervento. – Siamo qui, siamo presenti e le nostre idee non possono più essere ignorate. Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce. Avevamo detto – ricorda – che ‘Avanti Campania’ sarebbe stata la sorpresa e poi un laboratorio nazionale: con Avanti, in forme diverse, siamo stati presenti in Puglia e Veneto, lo avevamo fatto nelle Marche e in Toscana – ha aggiunto – Non chiediamo permesso, non ci nascondiamo: chi ci sottovaluta dovrà fare i conti con la nostra forza e determinazione. E per chi vuole fare i conti con i numeri, basta guardare la Campania: leggere i dati è più facile che ignorarli. ‘Avanti Psi’ è il primo passo di una sfida nazionale, ‘Avanti per l’Italia’, non sarà una sigla in più, sarà un cammino. È l’inizio di un progetto più grande, capace di unire tradizioni e sensibilità politiche che non possono più essere divise. Siamo pronti a costruire, a crescere, a far sentire la nostra voce in tutto il Paese. Siamo la parte che manca al centrosinistra per vincere le elezioni nel 2027. Se non si capisce questo, allora si perde. Da Napoli parte il tour, da Napoli parte la richiesta di unire presto il tavolo del centrosinistra» ha concluso il segretario socialista. Ai lavori ha partecipato, portando il suo saluto, il sindaco della città Gaetano Manfredi: «Un saluto cordiale e un augurio di buon lavoro ad ‘Avanti per l’Italia’. Organizzare e rafforzare l’area riformista, quella del riformismo radicale, è una sfida necessaria e strategica: serve al centrosinistra per ritrovare visione, credibilità e capacità di governo, e serve al Paese per affrontare con serietà e coraggio le grandi trasformazioni in corso – ha detto Manfredi -. Iniziative come questa – ha aggiunto – vanno nella direzione giusta: costruire, unire, riformare». A conclusione dei lavori, il coordinatore della segreteria Luigi Iorio, parlando del risultato in Puglia ha aggiunto che «i socialisti ci sono, faranno bene in Puglia, proveranno ad essere motore per unire la cultura riformista, quella cattolica, quella dell’associazionismo. In Puglia abbiamo dato un contributo, con donne e uomini, con idee, con professionalità come Giulio Scapato. Saremo al fianco di Antonio Decaro e qui, come nel resto del Paese, proveremo ad unire culture diverse. A questo mondo, significativo in Puglia – ha concluso Iorio – diciamo che per contare ed essere decisivi non bisognerà rivendicare spazi ma organizzare politica».

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