di Daniele Unfer
Con il voto in Campania, Pu glia e Veneto del 23 e 24 novembre si è concluso il lungo turno elettorale delle regionali. Come è norma, il bilancio si fa alla fine e questo ci dice chiaramente che quando il centrosinistra si presenta unito allora è vincente. Il Psi in Campania si è presentato con il simbolo Avanti Campania. Un progetto per unire il centrosinistra e per rimarcare la necessità di andare oltre l’alleanza Pd-Avs-5 Stelle per creare una coalizione capace di essere maggioranza. Un esperimento riuscito. Infatti la vittoria è arrivata, come è arrivata ove si è riuscita a trovare la sintesi nei turni passati. Il Psi con Avanti Campania ha ottenuto il 5.89% eleggendo tre consiglieri regionali, contribuendo così alla netta vittoria di Roberto Fico forte del 60% dei consensi. In Puglia il centrosinistra porta alla vittoria Antonio Decaro con il 64%. Qui i socialisti, con la lista “Avanti – Popolari per Decaro”, hanno ottenuto oltre il 4 %. In Veneto con la Lista Uniti per Manildo i socialisti ottengono il 2,5%. Risultati che destano la soddisfazione del Partito e dimostrano che in Veneto, Puglia e in Campania la comunità socialista non solo è viva, ma ha tutte le potenzialità per crescere. Il segretario del Psi Enzo Maraio non nasconde la propria soddisfazione per il risultato in generale e in particolare per quello della Campania. “Tre consiglieri regionali eletti in Campania, uno in Puglia. Quasi il 6% con ‘Avanti Campania’, oltre il 4% con ‘Avanti e Popolari per Decaro’, concorriamo al 2,5 nella lista ‘Uniti per Manildo’ con il nostro simbolo ‘Avanti’, è iniziata una nuova stagione. In sala stampa – aggiunge Maraio – un autorevole osservatore mi ha detto ‘non vi hanno visto arrivare’, è proprio cosi e ci auguriamo, ora, di invertire la rotta. Con la sintesi ‘Avanti’ abbiamo rinnovato una storia, costruito un laboratorio. Intendiamo essere, nel centrosinistra, il riferimento del riformismo radicale e della tradizione del cattolicesimo democratico. Nei prossimi mesi, con altri e senza chiuderci, proveremo ad alimentare il progetto, ad unire ed incontrare forze”. La stessa soddisfazione è espressa dal segretario regionale del Partito Michele Tarantino che ricorda quando ancor prima dell’inizio della campagna elettorale “avevamo detto che intendevano essere la sorpresa, così è stato. Abbiamo messo insieme grandi tradizioni e ad esse dato gambe nuove. Siamo la terza lista di partito in Campania, un dato politico significativo. Intendiamo dare, nei prossimi anni, un contributo fondamentale all’azione di governo del Presidente Roberto Fico”. Gli eletti in Campania sono Andrea Volpe a Salerno, Giovanni Mensorio a Napoli e Giovanni Iovino a Caserta, tre presenze che segnano un radicamento diffuso sul territorio. “Ma il merito – precisa Tarantino – è di tutti i candidati, della squadra, dei militanti e dei dirigenti. Abbiamo fatto un laboratorio politico, unendo riformisti e cattolicesimo democratico, il mondo civico”. Il risultato campano, spiega Tarantino, conferma “la capacità di Avanti di costruire una proposta politica innovativa senza rinunciare alle proprie radici. Una lista nata come scommessa e divenuta, oggi, un tassello centrale nella ricostruzione di un centrosinistra ampio, plurale e competitivo”. Parla di un buon risultato il segretario regionale Veneto Pietro Lotto che vede negli esiti delle urne le basi per un rafforzamento dei socialisti: il 2,5% nel nord a trazione Lega-Fdi, è un risultato non trascurabile, che può crescere. Ottimo risultato anche in Puglia a sostegno di Antonio Decaro, eletto presidente della Regione con oltre il 60%. Il coordinatore della segreteria del Psi Luigi Iorio spiega: “In Puglia abbiamo registrato un risultato che va oltre il dato numerico. La legge elettorale, con i suoi vincoli e le sue opportunità, con le difficoltà note, ci ha imposto di tenere insieme tattica e linea politica. E noi lo abbiamo fatto senza smarrire la nostra identità, anzi rafforzandola. Con Avanti e Popolari per Decaro abbiamo superato il 4%, con un lavoro straordinario dei nostri candidati, in piena coerenza con la scelta nazionale che abbiamo rivendicato fin dall’inizio. Ma il risultato più importante non è solo il voto: è aver consentito ad altri compagni di muoversi dentro un perimetro politico coerente con la nostra storia, con le nostre radici e con la nostra idea di centrosinistra. È andata bene – aggiunge Iorio. Abbiamo eletto. Abbiamo contribuito e abbiamo costruito. Il messaggio che arriva dalla Puglia è chiaro: la nostra comunità è viva. Sa scegliere, sa reagire, sa adattarsi senza rinunciare alla propria cifra politica. È questo il segno più incoraggiante di questa tornata: la capacità di un progetto riformista di continuare a crescere, radicarsi e parlare con voce propria”. I risultati di Campania e Puglia confermano che l’alternativa al Governo Meloni c’è. E questa alternativa, quando è unita, vince. Il percorso però è lungo e deve fare i conti con la realtà. Primo il preoccupante e devastante calo dalla affluenza. Mai così pochi elettori sono andati alle urne confermando un trend ormai sempre più marcato e figlio di un distacco crescente tra politica e corpo elettorale. Un dato che deve interrogare la classe politica tutta, nessuno escluso, perché percentuali così basse di affluenza rendono fragili le nostre istituzioni democratiche. La seconda realtà è la legge elettorale. Da domattina Giorgia Meloni proverà a cambiarla. In molti infatti sono stati facili profeti nell’immaginare che una sconfitta della destra in questo turno elettorale sarebbe stata un’occasione per il centrodestra per ipotizzare un cambiamento della legge elettorale. Detto fatto, a spoglio ancora in corso è arrivato puntuale il messaggio dei Fratelli d’Italia con Donzelli che ha parlato di “riflessione” sulla legge elettorale. “Non ci sono dogmi ma crediamo che serva stabilità”. Da qui è facile capire che gli esperti meloniani sono già al lavoro per nuove regole in grado di ostacolare il campo largo e congelare la maggioranza sui banchi dell’esecutivo. Ma è anche facile capire che da domani, Meloni non è più invincibile.



