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Il 13 marzo, è stata scritta una bruttissima pagina, l'ennesima, da parte di alcune  tra le maggiori testate giornalistiche nazionali (soprattutto quelle on line), proprio all'indomani della sentenza del TAR Lazio che ha invalidato il provvedimento restrittivo emanato da Agcom per i talkshow politici nelle tv commerciali e celebrata con grandi peana dai supporters di San Toro e Polvefloris. Ecco i fatti.
Su Repubblica.it dalle prime ore del mattino viene collocato in home page uno speciale nel quale, tra le altre informazioni, compaiono le sigle dei partiti promotori, con relativo link ai rispettivi siti. Tutti risultano essere perfettamente funzionanti. Tutti, tranne il link al sito del PSI. L'errore viene segnalato dai nostri uffici alle ore 9.24, mediante una telefonata seguita da un'email alla redazione web del maggiore quotidiano online italiano. Trascorre l'intera mattinata senza che da Repubblica.it arrivi uno straccio di riscontro. Solo alle 14.00 circa, e comunque dopo parecchie ore, viene posto rimedio e il sito è finalmente visibile ai navigatori di repubblica.it. Non ci è dato di sapere con certezza quanti potenziali visitatori del nostro sito siano stati privati, per ore, della possibilità di accedervi. Siamo certi che siano molti. Troppi. Ovviamente a lor signori non è neppure passato per il capo almeno di scusarsi. Per carità: le scuse non avrebbero riparato il danno ma sicuramente in questo caso ci stavano.
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“Un bel colpo d’occhio questa piazza, certo meglio di quella del predellino a Milano. Non è vero che la giustizia non funziona. Fate un bellissimo applauso al ministro Alfano che con grande rapidità ha già mandato gli ispettori a Trani”.
Così il saluto del segretario del Psi, Riccardo Nencini, il primo a parlare alla folla di Piazza del Popolo a Roma per la manifestazione del centrosinistra in difesa della democrazia, per la legalità, il lavoro e i diritti. Poi ha continuato citando Dante, perché anche l’Italia di oggi “è un paese diviso, senza una missione, senza una bandiera” e per questo il centrosinistra deve “rinnovare la politica, impegnarsi a offrire una proposta agli italiani, indicare la strada per un nuovo inizio. Per questo dobbiamo essere uniti e non commettere l’errore che nel passato ci ha portato alla sconfitta, quello di lavorare ognuno perr sé”.
Molto applaudito quando ha sottolineato l’importanza dell’unità politica del centrosinistra, meno e con qualche fischio quando ha ricordato, con un chiaro riferimento alle recenti polemiche dell’Italia dei Valori, che “il presidente della Repubblica non deve essere messo in discussione perché è il garante dell’unità del paese e della Costituzione. Non possiamo tirarlo da una parte e dall’altra a seconda del momento, non possiamo farlo diventare come un Re Travicello”.
Il segretario del Psi ha poi indicato alcuni punti chiave di quello che dovrebbe essere il programma di tutto il centrosinistra per “un’Italia laica, libera, fondata sul rispetto dei diritti e dei doveri, su una buona scuola pubblica. Su un nuovo patto tra merito e bisogno. Sulla tutela dei quattro milioni di lavoratori che oggi non ne hanno alcuna. La sinistra non deve vergognarsi – ha detto – di volere la meritocrazia, di fondare lo sviluppo sul merito”. Quanto alla libertà, il tema della manifestazione, “è come una palestra, come diceva Mario Luzi, dove bisogna andarci ogni giorno ad allenarla, altrimenti perisce” e ha concluso con le parole della canzone di Vasco Rossi, dedicata a Sally che “ha già visto cosa ti può crollare addosso, un pensiero le passa per la testa, forse la vita non è stata tutta persa”.
Con Riccardo Nencini in piazza a rappresentare il PSI erano presenti, Marco Di Lello, Gerardo Labellarte e Angelo Sollazzo della segreteria nazionale, Bobo Craxi, capolista del PSI a Roma e a Latina, Luigi Iorio, segretario nazionale della FGS insieme a molte compagne e compagni che hanno presidiato il gazebo del PSI.

“Se c’è un complotto non è certo quello ‘comunista-giudiziario-qaedista’ di cui straparlano a Palazzo Grazioli e dintorni, ma piuttosto delle anime belle, convinte ancora che le elezioni si vincono con una gioiosa macchina da guerra, cavalcando intercettazioni e inchieste giudiziarie, piazze e scioperi.”.
E’ quanto afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
“La cosa peggiore che potesse capitare per queste elezioni era quella di una campagna elettorale all’insegna dello scontro diretto con Berlusconi e purtroppo è quello che sta avvenendo. Vorrei ricordare sommessamente a Di Pietro e compagni, che dobbiamo parlare del buon governo delle regioni e dell’incapacità del centrodestra di risolvere i problemi dei cittadini, se non vogliamo fare il gioco di Berlusconi che – conclude Nencini - è proprio alla ricerca dell’ennesimo referendum anticomunista”.
"Siamo a completa disposizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per qualsiasi chiarimento. Per raccontargli la verità, cosa che nel suo partito evidentemente nessuno ha fatto". Lo ha dichiarato il segretario del Psi di Roma, Atlantide Di Tommaso, "protagonista in prima persona dei fatti avvenuti al tribunale di Roma sabato 27 febbraio". "Non c'è nessun disegno ben pensato - continua Di Tommaso - Si chieda Presidente come mai alle 12 e 40 a termine abbondantemente scaduto i due delegati della lista del PdL non avevano ancora consegnato le liste. Se riesce a rispondere a questa semplice domanda renderà un servizio al Paese, invece di rendere la nostra democrazia tronca proprio nella carica più rappresentativa, la sua. Se non riuscirà in questa semplice impresa, il popolo Italiano capirà che da parte dei delegati del PdL, e forse anche da parte sua, c'è stata solamente la volontà di imbrogliare i propri elettori". "Lei Presidente o mente sapendo di mentire oppure non è più in grado di gestire un partito, figuriamoci il Governo della Repubblica Italiana. Le possibilità sono due o il Milioni e il Polesi sono due incapaci o sotto c'è l'imbroglio. Come abbiamo più e più volte detto, caro Presidente la differenza che c'è tra Roma e le altre presentazioni di lista è una sola: alle 12.40 presso il tribunale di Roma c'eravamo noi socialisti, che non potevamo e non possiamo accettare le sue continue bugie", conclude.

“Non sarà una piazza né rossa né viola, a mandare a casa Berlusconi come dice Di Pietro, ma il voto degli italiani che non si conquista certo accusando Napolitano di essere un piduista perché ha fatto ciò che la Costituzione gli impone di fare”.
E’ quanto ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini, nel corso di una manifestazione di solidarietà col Capo dello Stato che si è tenuta questa mattina davanti al Quirinale.
“Di Pietro si conferma una mina vagante, pronto a tutto pur di lisciare il pelo alla piazza. C’è solo da sperare che sabato mantenga la promessa di non attaccare il Napolitano. D’altra parte né lui né De Magistris si sono ancora scusati con il presidente della Repubblica. Speriamo – conclude Nencini - che cambino registro perché per tornare al governo non basta una riedizione dell’Unione.”
In precedenza Nencini, presentando in un albergo romano, la lista per le regionali del Lazio che sostiene la candidatura di Emma Bonino ha affermato che “Gli eletti socialisti si sono impegnati a portare avanti un pacchetto di proposte in tutte le regioni, perché queste elezioni devono segnare l’inizio e il rilancio di un partito che vuole ritrovare il filo rosso di ciò che abbiamo fatto in più di un secolo di storia, per riprendere il percorso con nuove energie”.
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“Per parlare dal palco di piazza del Popolo, Di Pietro e De Magistris dovrebbero prima chiedere scusa al Capo dello Stato e a tutti gli elettori del centrosinistra”.
E’ quanto afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
“Dare del piduista a Napolitano, accusarlo di aver ceduto a Berlusconi solo perché ha fatto quello che la Costituzione gli imponeva di fare controfirmando un atto del governo, è un insulto gravissimo e un falso clamoroso. La verità è che il partito degli ex pm continua a cavalcare gli umori peggiori della piazza perché vuole crescere togliendo voti agli altri partiti del centrosinistra. I socialisti comunque – conclude Nencini - organizzeranno manifestazioni, anche piccole, dovunque è possibile nelle regioni perché le leggi della democrazia sono di tutti e valgono dappertutto”.

09/03/2010   -   SOLIDARIETA' A GIORGIO NAPOLITANO

 Il PSI aderisce alla manifestazione indetta dal Centrosinistra di sabato 13 marzo e sarà presente a Roma in Piazza del popolo con i propri militanti e le proprie bandiere.
Tuttavia dev'essere chiaro che lo spirito con il quale i socialisti hanno aderito e parteciperanno alla manifestazione è diametralmente opposto rispetto al clima da "jacquerie" strumentale e dannoso per le istituzioni che alcuni settori del centrosinistra hanno scatenato sin dall'inizio della vicenda del decreto voluto dal governo Berlusconi.
In particolare è netta la presa di distanza dei socialisti dalla polemica aggressiva  e fuorviante che Antonio Di Pietro ha indirizzato contro il Presidente della repubblica.
Per testimoniare la solidarietà e la vicinanza a Giorgio Napolitano, giovedì 11 alle ore 12.00, al termine della conferenza stampa di presentazione della lista e dei candidati del PSI alle regionali del Lazio, Riccardo Nencini guiderà una manifestazione socialista a sostegno del Presidente Napolitano di fronte al palazzo del Quirinale.

''Le dichiarazioni di oggi di De Magistris sono  inaccettabili e richiedono una reazione in difesa del Capo dello Stato.  
Invito quindi il popolo viola ad essere presente anche alla manifestazione  che abbiamo indetto per giovedi' prossimo davanti al Quirinale per  solidarizzare con il Presidente della Repubblica''. Cosi' Riccardo  Nencini, segretario nazionale del PSI, commentando le dichiarazioni  odierne dell'eurodeputato Idv Luigi De Magistris. ''Chi, come noi e come  la maggior parte di quel popolo - aggiunge Nencini - si batte per la  
legalita' democratica ha il dovere di prendere le distanze da posizioni  deliranti e ingiuriose nei confronti delle istituzioni''
"Napolitano non poteva non firmare il decreto salva lista di Berlusconi, questo lo sanno tutti”.
E’ quanto afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini, annunciando per giovedi alle 12 una manifestazione di sostegno al presidente della Repubblica.
“C’è chi fa finta di non saperlo, come Di Pietro, che attacca il Quirinale solo per cavalcare una piazza giustamente indignata per la prepotenza della maggioranza di governo. L’ex pm oggi poi, per far dimenticare l’errore compiuto attaccando Napolitano, straparla e usa a sproposito la parola ‘resistenza’, dando a intendere che a Palazzo Chigi si è insediato un dittatore. La pezza è peggiore del buco, perché dando del ‘fascista’ ai milioni di italiani che hanno liberamente votato per Berlusconi li insulta e assai difficilmente riuscirà a convincerne qualcuno a cambiare fronte”.
«La manifestazione in programma per sabato prossimo, 13 marzo, avrà al centro la legalità e il rispetto delle regole». Così in una nota  Gerardo Labellarte della Segreteria Nazionale del Psi che ha partecipato alla riunione della coalizione del centrosinistra che si è svolta questo pomeriggio presso la sede nazionale del Pd. «Questi argomenti interessano non solo gli elettori del centrosinistra ma tutti i cittadini. Penso che non saranno pochi gli elettori di centrodestra che avendo a cuore la democrazia e il bene del nostro Paese guarderanno con simpatia a questa iniziativa, tra l'altro stiamo ricevendo in queste ore numerose adesioni da parte di ex socialisti, che delusi dal Pdl ci confermano la loro partecipazione» conclude Labellarte.
Socialisti in piazza contro un decreto che ''degrada la forza della legge e viola ogni principio di uguaglianza e imparzialita'''. Lo sottolinea il segretario nazionale del partito, Riccardo Nencini, in un messaggio ai socialisti di Firenze, che oggi, come in altre piazze d' Italia, sono ''mobilitati contro il decreto 'salvaliste' e in difesa della democrazia e della Costituzione''. Nencini conferma poi anche la proposta di un vertice di tutta l' opposizione da tenersi a Lugano, per sottolineare la ''gravità'' della situazione e ''i rischi della democrazia''.
“La decisione del Tar, comunque la si giudichi, è stata presa indipendentemente dal decreto ‘salva liste’”.
E’ quanto sottolinea Pia Locatelli, capolista del PSI a Milano Bergamo e Brescia, commentando la decisione del Tar che riammette il listino di Formigoni.
“E’ stato così smascherato – continua Locatelli - l’atto di prepotenza del governo. Quanto avvenuto dimostra inequivocabilmente che per risolvere la questione era sufficiente seguire le regole e aspettare che si compissero tutti i gradi di giudizio. Berlusconi invece ha cucito un vestito su misura unicamente per difendere il Pdl e i suoi alleati; una ragione in più per mandarli tutti a casa.
“I socialisti saranno in piazza a Roma sabato 13 contro il decreto approvato dal governo per riammettere le liste del Pdl escluse dalle regionali”.
Lo ha confermato in una conversazione telefonica il segretario del Psi Riccardo Nencini a quello del Pd, Pierluigi Bersani.
Da definire ancora l’appuntamento in settimana per un vertice di tutte le forze dell’opposizione, che Nencini ha proposto si svolga a Lugano in Svizzera, per sottolineare la gravità di quanto avvenuto e i rischi per la nostra democrazia.
Il PDL violando le regole ha trovato la soluzione per salvare le proprie liste escluse per presentazione oltre i termini previsti o per inidoneità di parte della documentazione necessaria. Con la stessa ratio tutti coloro che hanno partecipato a concorsi pubblici e sono stati esclusi per ritardo e/o per mancanze nella documentazione presentata, tutte le imprese che hanno partecipato a gare d'appalto della PA e sono state escluse per ritardo nella presentazione della documentazione o inidoneità della stessa devono essere rimesse nei termini. Il Partito Socialista Italiano si fa promotore, mettendo a disposizione un pool di avvocati, di una causa collettiva in favore di tutti coloro, singoli cittadini o imprese, per le quali si ravvisi almeno una delle due casistiche succitate. Lo ha dichiarato Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale Psi ad Avellino nel corso della presentazione della lista per le prossime regionali
“Di fronte a un uso distorto e disinvolto che questa maggioranza fa dei poteri assegnati al governo a proprio esclusivo vantaggio, i socialisti propongono un minuto di silenzio in tutte le manifestazioni di partito e la convocazione a Lugano di un vertice immediato di tutto il centrosinistra”.
E’ quanto afferma Riccardo Nencini, segretario del Psi.
“Oggi temiamo – prosegue - che in Italia la nostra democrazia corra seri pericoli e che quanto stia avvendo sia solo l’ultimo strappo che Berlusconi ha preteso di dare alle regole del vivere civile. Al di là degli aspetti formali del decreto che il governo intende utilizzare per riparare agli errori e ai pasticci commessi al momento della presentazione delle liste, la sostanza evidenzia un atto di prepotenza che assegna comunque un vantaggio dei partiti di governo su tutti gli altri. Di certo il consiglio dei ministri non avrebbe quello che ha fatto – conclude Nencini - se a restare fuori dalle elezioni fosse stato uno qualunque dei partiti dell’opposizione”.
“Il PSI ricorrerà alla Corte Costituzionale per impugnare l’intero processo elettorale della Lombardia” lo ha dichiarato Roberto Biscardini della segreteria nazionale del PSI che ha aggiunto: “Abbiamo dato l’incarico all’avvocato Besostri di valutare tutti gli elementi che concorrono a mettere in forse la regolarità delle elezioni in Lombardia e quindi anche la legittimità dei futuri eletti. Per disparità di trattamento tra lista e lista, per esclusione delle nostre liste in alcune province e per la riammissione delle liste di Formigoni dopo la loro avvenuta esclusione. Vogliamo verificare dove sono state violate le regole e se queste elezioni sono o no elezioni regolari.”
«La forzatura del decreto legge apparirà un atto autoritario e un precedente grave nella storia del Paese: mi auguro che se ne calcolino le conseguenze». Lo afferma in una nota il capolista del Partito socialista italiano nel Lazio Bobo Craxi. «Gli errori materiali - aggiunge - si sono verificati nella presentazione delle liste: la sanzione dell'esclusione non era un atto illiberale, ma un atto dovuto». «Questo decreto non sana una questione, ma la ingigantisce - prosegue Craxi - alimentando nel paese confusione e disobbedienza civile: un bel capolavoro». «Salvare liste illegali - conclude - si rivelerà un atto normalizzatore: nel centrosinistra si chiarisca quale carattere dare alla nostra indignazione, perchè le insurrezioni 'caricaturalì alla Di Pietro sono simmetriche a quelle governative. Sarà inutile fare pressioni sul Capo dello Stato: saranno gli italiani a bocciare questo atto politico irrituale e sproporzionato».

“Non si cambiano le regole a partita già cominciata”.
Lo afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
“L’esclusione dalle elezioni in una regione – continua Nencini - è certamente un danno grave per una lista, ma questo non può giustificare in alcun modo lo stravolgimento delle leggi che devono valere sempre e per tutti. E’ accaduto altre volte e a molti partiti, anche al Psi che nel 1968, si vide escludere la lista alle elezioni regionali per un vizio di forma, un malanno grave del presentatore, eppure – conclude Nencini - nessuno tentò una forzatura quale quella che si profila in queste ore”.
“Invece di aspettare fiducioso l’esito dei ricorsi, Formigoni preferisce attaccare la magistratura e fare la vittima”.
E’ l'opinione di Pia Locatelli, capolista del Psi a Milano, Bergamo e Brescia.
“La strada migliore era quella di cercare una soluzione condivisa, non di strillare al complotto. C’è solo da sperare che la scelta del governatore della Lombardia – conclude Locatelli - non sia una giustificazione preventiva di quanto si sta preparando a Palazzo Chigi con una forzatura delle regole a partita già in corso”.
Qualunque soluzione venga proposta al capo dello Stato per risolvere una situazione che appare davvero complicata, non può in alcun modo prescindere da un accordo con tutte le forze politiche, a meno di non immaginare una prova di forza”.

Lo ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini nel corso di una manifestazione elettorale a proposito dell’ipotesi un provvedimento del governo.

“Fino a prova del contrario, infatti, in democrazia non esistono partiti di serie A e partiti di serie B”.
Caro Romano,

alle riflessioni di Galli della Loggia e di De Rita, aggiungerei una considerazione: mentre nel ‘94-‘95 esisteva ancora una diffusa aspettativa per un generale rinnovamento, oggi questa aspettativa non c’è più: l’Italia non ha più una missione.
Il perché di questo si annida nel processo stesso che portò al crollo della prima repubblica. In un libro del 1996, il ‘Trionfo del trasformismo. Studio sulla nuova classe dirigente italiana post-tangentopoli’, l’analisi di oltre 4mila curriculum dimostrò che le epurazioni, con l’eccezione della Lega, non avevano portato a nessun vero ricambio, ma solo all’emersione delle terze e quarte file dei partiti tradizionali e a un consistente fenomeno di trasformismo, con il cambio di simboli e casacche, che dilagava in tutte le assemblee elettive, ma anche tra i dirigenti di stato e parastato, dalla Rai alle Università. All’indebolimento della funzione di mediazione del potere politico, ha corrisposto un parallelo rafforzamento delle burocrazie e delle imprese, la radice della nuova tangentopoli. La crisi della politica ha portato anche alla crisi dei partiti, resi ancora più deboli dopo il ‘92 per due motivi principali: l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province, che conferisce loro un potere pressoché assoluto e sganciato dai partiti di cui sono espressione; la ‘nomina’ dei parlamentari, non più scelti dagli elettori attraverso il sistema delle preferenze. Oggi i partiti sono come le piramidi di Magritte, svolazzanti nel nulla e questo non è un bene, anche se c’è chi la pensa diversamente.
Si è disputata oggi a Roma, patrocinata dall'Aics di Massimo Zibellini la partita di calcetto tra la rappresentativa del Partito Socialista Italiano e l'Onda Verde, la squadra degli studenti iraniani in Italia, organizzata dal PSI per tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica italiana sulla violazione dei diritti umani in Iran.
"Giochiamo in difesa della democrazia" è stato lo slogan voluto dagli organizzatori per l'incontro, che si è giocato sul campo della Polizia Municipale capitolina. In campo, tra gli altri, Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi, l'ex sottosegretario agli esteri Bobo Craxi, il vicepresidente della Provincia di Rieti Oreste Pastorelli, il segretario nazionale dell Fgs ed il suo vice Mattia Di Tommaso.
Il risultato finale e' stato di 6 a 5 per gli iraniani al termine di un intensa ora di gioco.

Guarda il fotoracconto della partita di Andrea Nesi



“Il problema non è quello di sanare il caso Polverini o Formigoni, ma di annunciare concordemente e solennemente la volontà di cambiare le regole per la presentazione delle liste anche perché di ipocrisia si può anche far morire una democrazia”.
Lo afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
“Quando Bettino Craxi nel ’92 – continua Nencini - alla Camera sollevò la questione del finanziamento politico ‘irregolare o illegale’ nessuno ebbe il coraggio di dire che aveva ragione e che la corruzione sistemica non riguardava solo alcuni partiti ma tutti. Oggi corriamo il rischio di ripetere lo stesso errore. Davanti alle denunce dei radicali, ma anche nostre, sulla questione della presentazione delle liste, tutti i partiti – conclude Nencini - dovrebbero semplicemente riconoscere che le leggi così come sono state scritte o non sono applicabili o vengono violate”.

Guarda il video girato da Gerardo De Rosa

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