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| newsletter n.11-12 30 giugno 2008 delegazioneps.eu |
| in evidenza sabato 5 luglio
Martin Schulz al congresso del Partito Socialista “Lavoriamo insieme per una rivincita alle elezioni europee del 2009”. Così Martin Schulz, capogruppo del Pse a Strasburgo, intervenendo al Congresso del Partito socialista a Montecatini Terme, sprona i socialisti ed elogia la scelta di Boselli di correre da solo alle politiche, nonostante il magro risultato elettorale. “Il vostro partito è un movimento politico vivo e vitale. Avete scelto di difendere i vostri principi, la vostra storia ed i vostri ideali. Gli stessi principi ed ideali della grande famiglia socialista e socialdemocratica europea. Sono principi ed ideali attuali, non sono un ferrovecchio del passato, come qualcuno vorrebbe far credere. Le idee socialiste sono molto diffuse tra la gente in Italia. La difficoltà è costruire una rappresentanza politica unitaria”. Schulz non nasconde le difficoltà: “Un anno fa il prezzo del petrolio e delle materie prime era la metà di quello attuale. Un anno fa le prospettive di crescita in Europa erano positive. Un anno fa in Italia c'era Prodi sostenuto da una larga coalizione. La destra è brava a suscitare ansie e paure, proponendo presunti responsabili: i migranti, i Paesi arabi del Mediterraneo, gli albanesi, i romeni. Va bene gridare Forza Italia allo stadio, ma fuori dallo stadio occorre sostenere l'Europa, perché conti di più nel mondo. La Commissione europea non può diventare il segretariato operativo del Consiglio dei Ministri, come vorrebbe Silvio Berlusconi”. “La sinistra ha perso - ha continuato - perché la paura ha battuto la speranza. Non abbiamo saputo affermare a voce abbastanza alta la nostra visione e nel nostro manifesto diremo quali saranno i principi su cui ci impegneremo: sviluppo economicamente sostenibile, un'Europa sociale, un'Europa che conti nel mondo. Vogliamo promuovere ottimismo e speranza contro la chiusura che crea ancora più paura per il futuro”. notizie dal parlamento venerdì 6 giugno Pescatori e prezzo del carburante: quaranta deputati europei scrivono a Barroso Sono quaranta i deputati europei di tutti i gruppi politici e di diversi paesi (tra cui italiani, greci, francesi, spagnoli e britannici) che hanno raccolto l'invito di Gianni Pitella, presidente della Delegazione italiana nel Gruppo socialista al Parlamento europeo, a sottoscrivere una lettera urgente indirizzata al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e al commissario alla Pesca Joe Borg. Nella lettera si chiede alla Commissione europea di facilitare gli stati membri nell'identificazione di soluzioni per ridurre il costo del carburante e maggiore flessibilità nelle procedure relative al Fondo europeo per la pesca, accettando la riassegnazione dei fondi sulla base delle priorità identificate dagli stati membri con la loro programmazione nazionale. Tra i firmatari anche Pia Locatelli e Alessandro Battilocchio. sabato 7 giugno Petizione: ma quanto conta la verginità? 50 eurodeputati ed eurodeputate hanno inviato una petizione al ministro francese della Giustizia, dopo che un tribunale francese aveva sentenziato l’annullamento di un matrimonio sulla base che la sposa non si era mantenuta vergine fino alle nozze. “La verginità non è una condizione essenziale, nè per le donne nè per gli uomini”, dichiara la petizione, che è stata promossa da un gruppo di deputati eurosocialisti. La sentenza francese riguarda un’istanza di annullamento presentata da un cittadino di religione islamica che avrebbe scoperto che la moglie aveva avuto del “sesso pre-matrimoniale”, ottenendo soddisfazione dalla corte. giovedì 12 giugno Riunione a Napoli del gruppo PSE Si è riunita a Napoli, dal 10 giugno, la sessione plenaria del Gruppo Pse, che periodicamente si riunisce in una diversa città europea. Il precipitare della crisi del governo Prodi e le conseguenti elezioni politiche hanno costretto a posticipare al mese di giugno una sessione prevista per aprile. Al centro del dibattito l'utilizzo dei fondi strutturali, il reinserimento di persone vittime di incidenti sul luogo di lavoro, la problematica dei rifiuti e la situazione dei rom (che ha ispirato una dichiarazione congiunta della delegazione italiana e rumena). Ospite anche Walter Veltroni, mentre il presidente del gruppo Martin Schulz ha presieduto i lavori. A latere della sessione una conferenza sul “Futuro delle relazioni euromediterranee”, con, tra gli altri, Massimo D'Alema, Gianni De Michelis e molti ospiti dalla “sponda sud” del mar Mediterraneo. lunedì 16 giugno Ue: Schulz (Pse), Dublino responsabile del 'no' irlandese al Trattato Il governo di Dublino ha pesanti responsabilità nella bocciatura del Trattato di Lisbona al referendum della scorsa settimana in Irlanda. A lanciare l'accusa è il capogruppo del partito socialista europeo (Pse), l'europarlamentare tedesco Martin Schulz, che commenta così il 'no' irlandese al nuovo trattato Ue. "Credo sia necessaria una valutazione critica del ruolo del governo irlandese" in questa crisi”, ha affermato Schulz nel corso di una riunione dei socialisti all'Europarlamento di Strasburgo. "Il 70% degli irlandesi - ha aggiunto - ha detto di non conoscere i contenuti del Trattato. La colpa è del governo. Da settimane l'Irlanda è governata da un uomo che non ha fatto molto" per spiegare il Trattato. "Una volta ancora la politica europea è stata sacrificata sull'altare degli interessi nazionali", ha deplorato ancora Schulz a Strasburgo. lunedì 16 giugno Con Rapisardo Antinucci salgono a 4 gli europarlamentari del PS L'Ufficio elettorale nazionale della Corte di Cassazione ha ufficialmente proclamato membro del Parlamento europeo Rapisardo ?Antinucci: la decisione della Suprema Corte è giunta dopo la presa d'atto delle dimissioni di Nicola Zingaretti, eletto Presidente della Provincia di Roma poche settimane fa. Per la legge sulle incompatibilità tra incarichi istituzionali Zingaretti ha lasciato il seggio europarlamentare, consentendo quindi il subentro di Antinucci, tra i non eletti della lista Uniti nell’Ulivo nel 2004. Antinucci, romano, 53 anni, è membro della segreteria del PS, già consigliere regionale e deputato. La delegazione del PS guidata da Pia Locatelli conta ora 4 rappresentanti nel gruppo del PSE. venerdì 20 giugno “Direttiva rifiuti” a Strasburgo Il Parlamento ha adottato definitivamente una direttiva che, per proteggere l’ambiente e la salute umana, fissa misure per ridurre la produzione di rifiuti e impone il ricorso a regimi di raccolta differenziata entro il 2015, per aumentare di almeno il 50% il riutilizzo e il riciclaggio nel 2020. Prevede poi la definizione di programmi di gestione e prevenzione dei rifiuti e norme in materia di autorizzazioni, responsabilità, sanzioni e ispezione degli impianti. La direttiva stabilisce una "gerarchia dei rifiuti": in testa alla gerarchia figura la prevenzione, ossia misure che riducano la quantità di rifiuti; quindi il riutilizzo, il riciclaggio, e infine il recupero di energia; ultimo lo smaltimento. Gli Stati membri devono adottare misure volte a incoraggiare le opzioni “che danno il miglior risultato ambientale complessivo”. venerdì 20 giugno Nuovi commissari: Tajani e Barrot, staffetta sulle deleghe Atteso il voto di conferma del Parlamento europeo al candidato eurocommissario Antonio Tajani e al vicepresidente della Commissione europea Jacques Barrot, in seguito alle dimissioni di Franco Frattini attualmente ministro degli esteri del governo Berlusconi. Mercoledì a Strasburgo i deputati hanno confermato gli incarichi a entrambi i commissari votando a favore con un'ampia maggioranza . Tajani, dopo il via libera del Consiglio, si era sottoposto lunedì 16 giugno assieme al commissario europeo Barrot alla tradizionale audizione delle commissioni parlamentari di riferimento, in vista del benestare del Parlamento europeo. Barrot, già commissario europeo ai trasporti, passa dunque al portafoglio giustizia, libertà e sicurezza, mentre Tajani sarà responsabile dei trasporti. Una staffetta tra Francia e Italia, e tra due commissari candidati da governi di centrodestra, da cui traspare l’opportunità di “sfilare” dal commissario italiano la delega sulle libertà e la sicurezza, dopo le polemiche che il governo Berlusconi ha suscitato per le sua linea sugli immigrati anche negli ambienti conservatori europei meno oltranzisti. comunicati stampa giovedì 5 giugno Elezioni europee del 2009: per Locatelli e Battilocchio collocazione nel PSE necessaria al centrosinistra italiano “Non è una questione di nomi ma di sostanza. Castagnetti lo ha ripetuto con grande chiarezza smentendo le ottimistiche previsioni di Veltroni che in campagna elettorale aveva lasciato intendere che il Pd avrebbe aderito al Pse nel momento in cui questo avesse cambiato la sua denominazione aggiungendovi la parola 'democratici' ”. Lo afferma Pia Locatelli, capodelegazione socialista nel gruppo PSE e presidente dell’Internazionale Socialista Donne. “Ci dispiace la posizione di chiusura integralista espressa dall’ex segretario della Margherita. Come è noto i Partiti socialisti europei hanno al loro interno robuste presenze di cattolici. Ci piacerebbe che finalmente Veltroni, che io stessa avevo sollecitato ad aderire al Pse, nel quale c’è bisogno di tutti i riformisti, sgombrasse via definitivamente tutte le ambiguità sulla collocazione del suo Partito in Europa. Quello che è certo – conclude Locatelli – è che i socialisti europei accoglierebbero a braccia aperte l’ingresso del Partito democratico". "Sulla collocazione internazionale del Pd è chiaro che i nodi stanno venendo al pettine: Castagnetti, a nome di tutta la corrente ex Margherita, ha fatto chiaramente sapere che preferisce il gruppo misto al Pse ed ha ribadito con chiarezza che mai aderirà ad un soggetto socialdemocratico. Io non credo che i compagni degli ex Ds, che sono parte integrante del Pse, siano disposti a cedere su questo punto: a Bruxelles noi del Partito Socialista lavoriamo con grande spirito di collaborazione sia al loro fianco, sia insieme a quelli di Sinistra Democratica". E' quanto afferma l'eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio. “Nel 2009 i socialisti europei lanceranno la sfida al Partito Popolare Europeo per divenire la prima forza politica dell'emiciclo: sarebbe bello che in quella occasione tutti i Partiti che vogliono poi confluire nel Partito Socialista Europeo si presentino uniti in una lista socialista con il simbolo del Pse, con candidati che condividano le impostazioni di fondo del congresso di Oporto e che, in maniera coesa, siano pronti a battersi per i valori socialisti, socialdemocratici e laburisti. Chi è interessato, batta un colpo". martedì 10 giugno Locatelli: “se il PD aderisce al PSE, nel 2009 lista comune di tutte le forze che si riconoscono nel socialismo europeo” "Ci auguriamo che il Partito Democratico aderisca al Pse, mettendo fine a questa anomalia tutta italiana". Lo affermano in una dichiarazione congiunta Pia Locatelli, capodelegazione del Ps al Parlamento europeo e presidente dell'Internazionale Socialista donne, e Marco Di Lello, della segreteria nazionale del Ps, al termine dell'incontro di Napoli tra il Gruppo socialista al Parlamento europeo e i quotidiani napoletani e campani, con Martin Schulz, in occasione della riunione del gruppo. I due esponenti del Ps, dopo aver espresso apprezzamento per le parole del presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo, hanno auspicato che "tutti i partiti che si riconoscono nel riformismo e nel socialismo europeo in Italia si presentino con una lista comune alle prossime elezioni europee". (AGI) mercoledì 11 giugno Lavoro: la direttiva Ue sull'orario ci riporta al secolo scorso "La direttiva Ue in materia di orario di lavoro rischia di portare l'Europa indietro di oltre un secolo". Lo afferma Pia Locatelli, capodelegazione del Partito socialista al Parlamento europeo e presidente dell'Internazionale Socialista Donne, a Napoli per la riunione del gruppo del Pse. "L'Internazionale Socialista e l'Internazionale Socialista Donne si sono battute per ottenere la giornata lavorativa di otto ore e oggi ci battiamo per conciliare la vita professionale e familiare di uomini e donne. Tutto questo rischia di essere vanificato. E se è vero, come afferma il ministro Sacconi, che si tratta solo di una proposta, ci sembra riduttivo liquidarla assicurando che tanto i lavoratori italiani saranno tutelati. Questa è la dimostrazione della scarsa cultura europea di questo governo. Per i lavoratori italiani e europei - conclude la Locatelli - si tratta anche di una questione di salute: più a lungo si lavora, più si rischiano infortuni". mercoledì 18 giugno Battiloccchio: immigrazione, direttiva UE brutta pagina di storia “Oggi il Parlamento Europeo ha scritto davvero una brutta pagina di storia: sulla 'direttiva rimpatri' cadono nel vuoto gli appelli delle tante associazioni ed organizzazioni di solidarietà, laiche e cattoliche, che ci chiedevano di difendere il diritto per tutti gli esseri umani di essere trattati con rispetto e dignità". E' quanto ha affermato l'eurodeputato del Partito Socialista - Pse, Alessandro Battilocchio, a margine della votazione a Strasburgo sulla direttiva relativa ai rimpatri degli immigrati clandestini. "Ho votato contro – ha aggiunto Battilocchio - a seguito del respingimento degli emendamenti Pse che avrebbero migliorato il testo: una regolamentazione su questa delicata questione è necessaria ed anzi auspicabile ma alcuni punti della relazione Weber sono inquietanti. Particolarmente negative sono le misure approvate che prevedono la detenzione per i minori e non contemplano misure specifiche per particolari categorie, come le vittime della tratta, le donne incinte, gli anziani ed i disabili. Solo per fare un esempio, la Gran Bretagna ha stabilito nei giorni scorsi che il periodo massimo di detenzione per sospetti terroristi è di 42 giorni; oggi il Parlamento Europeo ha approvato una norma per cui si prevedono fino a 18 mesi di reclusione per persone che non hanno commesso alcun reato". notizie d'agenzia sabato 28 giugno “I diritti delle donne sono diritti umani”: Pia Locatelli confermata presidente dell’Internazionale Socialista Donne Il 19esimo congresso dell’internazionale Socialista Donne, svoltosi ad Atene dal 27 al 28 giugno, ha riunito 200 delegate da 40 paesi sotto lo slogan “I diritti delle donne sono diritti umani”. La discussione ha riguardato: i diritti nel campo sociale, politico ed economico; il traffico di esseri umani e tratta delle prostitute; la povertà; la discriminazione nei luoghi di lavoro; l'immigrazione; la salute sessuale e riproduttiva; il ruolo delle donne nei conflitti e nello sviluppo sostenibile. La rielezione di Pia locatelli è anche un riconoscimento al ruolo crescente delle parlamentari europee a Strasburgo (socialistgroup.org). approfondimento mercoledì 18 giugno La direttiva rimpatri, un problema per i socialisti Il Parlamento di Strasburgo ha approvato un compromesso con il Consiglio sulla cosidetta “direttiva rimpatri”, che fissa un quadro europeo di norme su alcuni aspetti della politica dell’immigrazione, tra cui il rimpatrio degli immigrati irregolari. La direttiva stabilisce norme massime sulla durata e sulle condizioni di detenzione temporanea e sul divieto di reingresso nonché una serie di garanzie giuridiche. In questo senso si tratta di un progresso, perchè alcuni stati europei non avevano alcun limite, per esempio, alla detenzione degli immigrati clandestini: adesso, per lo meno, esiste un quadro minimo comune. La direttiva incoraggia il ritorno “volontario”, stabilisce la durata massima di detenzione e definisce degli standard minimi da garantire per le condizioni di vita nei centri di accoglienza. Il testo prevede inoltre talune garanzie e la possibilità di ricorso a favore delle persone espulse. Queste, inoltre, potrebbero vedersi imporre un periodo di “divieto di reingresso” durante il quale non potranno accedere nuovamente nel territorio dell'UE. La direttiva impone agli Stati membri il divieto di introdurre norme meno favorevoli, lasciandoli liberi tuttavia di applicarne di più favorevoli e affida loro la responsabilità di regolarizzare o meno gli immigrati illegali. Ma il voto, con 369 voti favorevoli, 197 contrari e 106 astensioni, è stato assai combattuto. Non solo è stata respinta la proposta di Verdi e Sinistra Unite Europea, ma sono stati respinti tutti gli emendamenti del PSE, volti a rendere il testo più garantista nei confronti delle persone sottoposte a detenzione per rimpatrio forzato. In particolare, il punto dolente è quello del “trattenimento”, come eufemisticamente è stata definita la detenzione degli immigrati in attesa di rimpatrio. Questa procedura può essere complessa, per le difficoltà di identificazione ma soprattutto di riammissione al territorio di un altro stato estero. La direttiva parla di un periodo che “non può superare i sei mesi”, ma che può essere prolungato per un periodo «non superiore ad altri dodici mesi» nei casi in cui, nonostante siano stati compiuti tutti gli sforzi che è lecito aspettarsi, l'operazione di allontanamento rischia di durare più a lungo “a causa della mancata cooperazione da parte del cittadino di un paese terzo o dei ritardi nell'ottenimento della necessaria documentazione dai paesi terzi”. In pratica, si tratta di una detenzione potenzialmente lunghissima per persone che non hanno commesso altri reati, o nessun reato affatto (qualora nella legislazione di un paese non vi sia il reato di ingresso clandestino che il governo Berlusconi ha annunciato di voler introdurre). Nella legislazione italiana, per esempio, la detenzione di uno straniero in attesa di rimpatrio è ammessa per un tempo sensibilmente inferiore, e c’è quindi la preoccupazione che la direttiva europea sia un pretesto per estendere fino a confini davvero discutibili questa misura. Un altro problema si è sollevato con la bocciatura di un emendamento del PSE sulle garanzie per i minori non accompagnati, che dovrebbero essere assistiti e non dovrebbero correre il rischio di essere trasferiti da un paese all’altro senza tutela della loro condizione. Per questo motivo, il gruppo del Pse ha dato indicazione di votare contro. Al contrario, oltre al gruppo popolare, anche quello dei liberali ha votato a favore. La maggioranza è stata quindi di centrodestra, liberali compresi, ma anche alcune delegazioni nazionali socialiste hanno alla fine, dopo essere stati sconfitti sugli emendamenti, approvato la direttiva, ritenendola “complessivamente” un passo avanti. Tra gli italiani gli eurodeputati del PD, tra l’indicazione negativa dei socialisti e quella positiva dei liberali, si sono astenuti. Sinistra Democratica e Partito Socialista hanno votato contro, assieme alla maggioranza del PSE. |