
"Rivolgiamo un pressante appello al governo cubano affinché permetta l'espatrio per cure a Juan Juan Almeida, gravemente ammalato, scrittore e figlio di un comandante della rivoluzione". Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI e assessore regionale alla promozione dei diritti umani della Toscana nel corso di una conferenza stampa a Firenze . «La Toscana - ha proseguito - è pronta ad ospitarlo attraverso la rete internazionale delle città rifugio per intellettuali a cui aderiamo già da dieci anni e in questo modo potremo interrompere la persecuzione che Juan Juan subisce già da molto tempo».
Nencini segue da alcuni giorni in prima persona la vicenda dello scrittore cubano
quarantacinquenne, autore di "Memorie di un guerrigliero sconosciuto" pubblicato in Spagna «la Toscana -ha ribadito il leader del PSI- vuole ribadire la sua tradizione di ospitalità, accoglienza e promozione del rispetto dei diritti umani nel mondo».
J.J. Almeida da alcuni anni chiede di poter essere curato all'estero ma il governo dell'isola caraibica gli ha ritirato il passaporto.
Negli ultimi sette anni Almeida è uscito ed entrato in carcere più volte oppure è stato
costretto agli arresti domiciliari. Ha protestato in piazza della Rivoluzione e davanti alla casa di Castro per il visto chiesto e negato dal 2003 e per questo recentemente è stato nuovamente arrestato.
Sabato il governo dell'isola lo ha rilasciato per motivi di salute. «E' svenuto ed è stato ricoverato in ospedale. Ora è a casa», racconta la figlia Indira, esule con la madre negli USA .
Almeida ha provato ad uscire dall'isola un paio di volte, illegalmente, ma senza successo. In casa gli è stato sequestrato tutto: computer, scritti, oggetti personali. La malattia da cui è la spondilite anchilosante, una malattia cronica che provoca la perdita di abilità nelle articolazioni, rende difficile la postura eretta e in qualche caso comporta problemi alla vista.
Il padre di J. JJ Almeida, scomparso recentemente, è stato un'icona storica della rivoluzione cubana. Juan Almeida Bosque fu infatti un comandante della rivoluzione: il numero tre, dopo Fidel Castro e Che Guevara.
«Il governo cubano - ha spiegato Nencini - aveva reso noto di essere pronto a liberare alcune detenuti politici qualche settimana fa. Se il passaporto sarà riconsegnato anche a J.J. Almeida noi siamo pronti ad ospitarlo».
A sostegno della campagna per almeida è stato aperto un
gruppo di sostegno su Facebook.