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I radicali firmano il programma del Pd. I socialisti restano l'unica voce laica
Grillini: i binettiani nel Pd sono 10 a 1
venerdì 29 febbraio 2008
Una “giornata storica”, così Emma Bonino ha definito la firma con cui i Radicali si impegnano a "condividere e promuovere il programma del Partito democratico presentato dal candidato premier Walter Veltroni". Evento storico senza dubbio, perché mai avremmo immaginato che i radicali, che hanno improntato tutta la loro storia sulle battaglie per i diritti umani e civili all’insegna della laicità, hanno messo il silenziatore agli ideali che da sempre li hanno caratterizzati perché sono stati messi nelle liste di Veltroni e Bettini.
È assai difficile riconoscere l’entusiasta Emma Bonino di oggi, che non ha avuto alcuna esitazione a porre la firma a un programma che sui diritti delle coppie di fatto recita testualmente queste parole “il Governo del PD promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”, con l’indignata Emma Bonino di appena due anni fa, quando abbandonò il tavolo dell’Unione, rifiutandosi di mettere la firma della Rosa nel Pugno a un programma che proponeva “il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un'unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale”.
Allora, di fronte a una dicitura che appare addirittura più avanzata di quella in salsa veltroniana, proclami e sdegno per la mancanza di impegni precisi nei confronti delle coppie di fatto, oggi entusiasmo e plauso. E siamo solo agli inizi. Ci chiediamo cosa accadrà domani quando si dovrà discutere di revisione della legge sull’aborto, di divorzio breve, di eutanasia, di liberalizzazione delle droghe, quando le pressioni degli integralisti cattolici saranno ancora più pesanti.
Come ha ricordato Franco Grillini, infatti, il rapporto dentro il Partito democratico tra laici e cattolici è di dieci a uno e “nel prossimo parlamento, nel partito di Veltroni saranno eletti almeno 120 parlamentari legati alla vecchia Dc o al mondo vaticano. Ciò significa che in caso di vittoria del Pd, nessuna legge in materia di diritti individuali e di libertà avrà la possibilità di vedere luce”. Fatto sta che al deficit di laicità interno del Partito democratico si va oggi ad aggiungere un deficit esterno rappresentato dalla mancanza dei radicali, confluiti di fatto all’interno del Pd. Un deficit che ormai solo il Partito socialista è in grado di colmare.
(Em. Sa.)