ENERGIA. COLAIS: SPROPOSITATI I COSTI DELLE BOLLETTE
mercoledì 5 ottobre 2011
Per il responsabile nazionale energia del Psi Giovanni Colais: ”Con gli ultimi aggiornamenti trimestrali delle bollette dell’energia elettrica e del gas, entrati in vigore dal 1° ottobre e che hanno evidenziato un rialzo dei costi del gas del 5,5%, possiamo calcolare esattamente, l’aumento annuale del consumatore domestico tipo, definito dall’Autorità per l’energia elettrica e del gas come quell’utente residente, facente parte del mercato tutelato, che ha un consumo annuo, per l’elettricità di 2700 KWh e potenza impegnata di 3KW e per il gas di 1400 metri cubi di riscaldamento individuale. Dobbiamo ricordare – prosegue Colais - che questi consumi sono decisamente bassi e interessano principalmente abitazioni di single o di coppie senza figli, che rimangono poco a casa. Tuttavia rimanendo a queste tipologie di utente, notiamo che il costo medio annuale per l’energia elettrica è passato dai 420 euro del 2010 ai 445 euro del 2011, mentre per il gas si è passati dai 1050 euro del 2010 ai 1177 euro del 2011, per un incremento totale annuo per utente di 147 euro ed una spesa complessiva di 1602 euro. E’ inutile precisare – sottolinea l'esponente socialista - che l’aumento reale per la generalità dei consumatori e la spesa totale, è di gran lunga maggiore. Ma quello che sorprende sono i costi spropositati delle bollette. Sempre rifacendosi al consumatore domestico tipo questi pagherà nell’ultimo trimestre dell’anno 164 euro per MWh, a fronte di un prezzo dell’energia elettrica sul mercato di circa 77 euro e 84,1 centesimi di euro al metro cubo per un prezzo reale del gas di circa 33 centesimi di euro. Ma quello che sconforta è il confronto tra i costi italiani e quelli degli altri paesi europei. Il prezzo medio sulle borse europee dell’elettricità nell’anno 2010 è stato di 64,12 euro al MWh in Italia, di 44,49 euro in Germania, di 47,50 euro in Francia e di 37,01 in Spagna. Nei primi 9 mesi dell’anno 2011 il divario è ancora maggiore. Se si pensa che l’indice sul grado di liberalizzazione del mercato elettrico in Italia ha raggiunto quota 72%, la più alta in assoluto, e quello del gas il 62% , a fronte di una quota media totale su tutti i settori del 49%, non c’è proprio di che essere ottimisti” conclude Colais.