Avevamo previsto a Perugia un mese fa la frantumazione dei partiti maggiori. - Così Roberto Biscardini in una nota apparsa su ilsocialista.com - Quella del PDL é in atto, quella del PD vedremo - scrive l'esponente socialista -.
Dalla crisi che si é aperta in queste ore emergono comunque -sottolinea Biscardini - alcuni scenari dai quali trarre delle conseguenze: 1. L'anomalia berlusconiana trascina con sé la fine del bipolarismo. 2. La fine del bipolarismo italiano toglie di mezzo ogni orizzonte bipartitico. 3. Il sistema bipolare e bipartitico, nato con la nascita della Seconda repubblica, finisce con le crisi dei suoi figli legittimi: il PDL e il PD. 4. Ogni forza politica si deve predisporre a rigiocare le sue carte in mare aperto, senza la sponda dei soli due poli di riferimento. 5. Il centro, che non é ancora una realta' politica, lo diventera' in caso di elezioni anticipate. 6. Anche i partiti minori dovranno affrontare eventuali elezioni anticipate, o le prossime a scadenza naturale, fuori dagli schemi delle alleanze e dei sostegni che pensavano di avere fino ad ieri. 7. Tutti i partiti che hanno vissuto ai margini del bipolarismo o da esso sono stati espulsi, fino ad esserne marginalizzati, potranno affrontare nuove elezioni, solo se saranno stati in grado di riorganizzarsi come forze politiche credibili ed utili. 8. Pertanto ogni partito deve avere un'idea sull'evoluzione politica nella quale il paese si é infilato ed ha il dovere di indicare cio' che, secondo lui, sarebbe bene che avvenga. 9. Anche sulle alternative di sistema dovranno pronunciarsi gli elettori.