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VENDOLA. DI GIOIA: IL CENTROSINISTRA NON HA BISOGNO DI ESSERE SPARIGLIATO
giovedì 22 luglio 2010
Nichi Vendola è una risorsa per la sinistra italiana perché innanzitutto con la sua grande passione è in grado di scuotere dall’apatia e dalla disaffezione alla politica fasce di cittadini, specie giovanili, sempre più deluse. -  così Lello Di Gioia, segretario regionale del PSI pugliese.
Ma tutto questo non basta per assicurare alla sinistra di diventare maggioritaria, per sconfiggere la destra e quel che resta del berlusconismo ormai in declino.
Occorre stabilire- prosegue Di Gioia - le condizioni per creare una sinistra forte e maggioritaria per la quale sono indispensabili innanzitutto i partiti storici, ancorché fortemente rinnovati e rivitalizzati, e poi anche il cosiddetto popolo della rete o delle fabbriche.
Il centro sinistra non ha bisogno di essere sparigliato - sottolinea l'esponente socialista - ha bisogno di essere rivitalizzato e reso coeso attorno a un programma che sia a un tempo «riformista» quanto ai programmi e «rivoluzionario» quanto al ritorno alla passione per la politica.
Vendola deve partecipare a questo sforzo collettivo, mettendoci la stessa passione e un po’ più di pazienza, sapendo che da soli non si vince, neppure per se stessi e che l’Italia non è la Puglia. Altrimenti il rischio è di provocare «spaccature» che non giovano alla sinistra e tanto meno al Paese.
La pazienza che debbono avere tutti, anche coloro che pensano di semplificare le cose evocando un neo cesarismo che ha giovato ai singoli ma del quale, francamente, il Paese non ne può più.
I socialisti pugliesi discuteranno liberamente ma francamente di queste questioni nel loro prossimo Congresso regionale di autunno - conclude Di Gioia - sapendo che il Partito non è una «caserma», ma neppure un «albergo a ore», dove si sta finché comodo o fa piacere: il PSI a Perugia, pressoché all’unanimità, si è data una linea politica che vincola i socialisti dal momento in cui i delegati hanno votato un documento conclusivo che è politicamente chiaro e molto inclusivo.
Tutto il resto sono fughe in avanti personalistiche, intempestive, forse inopportune, di fronte alle quali varrebbe la pena di rammentare che le «delegazioni» si formano su decisioni formali degli Organi dirigenti dei Partiti, e che in mancanza i comportamenti individuali appartengono alla libertà dei singoli che non impegnano i partiti.







 






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