Il prato di Pontida, teatro delle arcinote adunate leghiste, non è così grande.
E, a dire il vero, nemmeno così bello.
La cosa che colpisce di più, tuttavia, è come esso sia costretto, quasi incastrato, in una cornice di paese qualunque. Una provinciale su un lato, case bruttine e verde minimo sugli altri, a rapire uno sfondo pallido della ben più storicamente pregiata Abbazia.
Uno spazio modesto, insomma, anonimo, in cui parrebbe davvero impossibile liberare la fantasia e di certo difficile abbandonarsi a qualsiasi suggestione.
Nulla di male, si direbbe, se non fosse che questa fotografia racconta tanto della Lega e della sua affermazione, in certe regioni così incontrastata e durevole.
Ché l’affermazione della Lega non è certo quella di luminose speranze e ambiziosi ideali.
Semmai, essa trasse origine proprio dalla constatazione e celebrazione del tradimento e della disillusione dagli stessi.
L’affermazione non già di istinti primitivi e puramente egoistici ma della comprensione o, se preferite, nella non condanna di questi nel momento in cui veniva poco a poco sbriciolandosi, da metà anni ’80 in poi, ogni sentimento e senso di coesione sociale nella nostra comunità nazionale.
Il passaggio da una società in cui ciascuno valutava il proprio benessere nonostante le miserie dell’altro – che fosse falso invalido, cassaintegrato col doppio lavoro o piccolo commerciante evasore – in una in cui ognuno misura il proprio malessere in ragione dell’interferenza, vera o presunta, dello stesso vicino.
L’affermazione di un popolo felice del proprio fazzoletto verde di Pontida, che non ti fa vedere oltre la provinciale ma che nemmeno ti illude che dietro quella ci sia l’eldorado dell’uguaglianza e della giustizia per tutti, che è poca cosa ma che almeno è tua, che non ti imprigiona ma un poco ti protegge.
Il sindaco, leghista, di Pontida ha rivolto un augurio ai socialisti presenti all’intervento del segretario Nencini nella piazza dell’Abbazia: la prima volta che i leghisti si trovarono vent’anni prima a Pontida erano meno dei socialisti presenti ieri, che anche il PSI possa tornare nel giro di due decadi a ritrovare il proprio protagonismo nella scena politica italiana.
Un augurio forse sarcastico, ma un consiglio prezioso se teso a suggerire che i fenomeni
della politica, e tra essi anche la Lega, nascono nel momento in cui sanno leggere e intrecciare le correnti della società.
Partendo anche da un piccolo e brutto prato di Pontida.