LA CICALA
mercoledì 2 giugno 2010
Ecco alcuni esempi (e non sono tutti) dei comportamenti e delle frequentazioni avute dall' on. Antonio Di Pietro dalla fine degli anni 80 ad oggi. Quando era magistrato inquirente alla Procura di Milano intratteneva stretti rapporti di amicizia, tra gli altri, con il costruttore Antonio D'Adamo, un galantuomo in seguito condannato per corruzione e turbativa d'asta e successivamente inquisito per bancarotta fraudolenta. Costui nel corso degli anni gli regalò almeno un' automobile, gli consentì di utilizzare gratuitamente una garçonnière di sua proprietà a Milano dietro piazza Duomo, nonchè l’uso gratuito di una suite da 5-6 milioni di vecchie lire al mese in un residence in pieno centro a Roma e la possibilità di fare acquisti gratuitamente in un negozio di abbigliamento a Milano. Oltre a questi ed altri benefit D' Adamo prestò 100 milioni di vecchie lire a Tonino che li restituì (con comodo e senza interessi, ça va sans dir!) dopo averli collocati in una scatola per le scarpe. Dalla lettura del Corsera di oggi si apprende che lo scorso 18 maggio l'Arch. Angelo Zampolini (quello della ormai celebre cricca Balducci & C.) ha riferito al magistrato inquirente alcuni fatti che brevemente riassumo: Angelo Balducci avrebbe fatto avere a Tonino, allora Ministro delle infrastrutture, in affitto, con canoni di locazione molto bassi (che peraltro Zampolini sostiene di non essere per nulla certo che siano mai stati pagati), due case di proprietà della Congregazione Vaticana Propaganda Fide, in via della Vite e in via Quattro Fontane, nel pieno centro storico della Capitale. Il noto Diego Anemone si occupò della ristrutturazione degli appartamenti uno dei quali fu utilizzato come sede dell’Italia dei Valori, l'altro dalla figlia di Di Pietro. Un indizio non fa una prova ma due fanno pensare. Qui siamo di fronte ad un rosario di indizi che ci parlano almeno della passione di Tonino per le belle case nei centri storici, meglio se ristrutturate, passione che ha coltivato, praticamente a titolo gratuito, per sè, i suoi famigliari e il suo partito, nel corso degli anni grazie alle premure e alla benevolenza dei personaggi citati. Anzichè strillare contro l'universo mondo dei corrotti e dei corruttori nei salotti televisivi radical-chic, Di Pietro farebbe bene a fornire urgentemente spiegazioni credibili, e non solo scontate smentite, di certi suoi comportamenti passati e recenti che, al minimo, destano molto di più di un sospetto.
I.d.A.