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Il presidente socialista più amato dagli italiani
La Federazione del PSI in Svizzera ricorda Sandro Pertini
venerdì 9 aprile 2010
La Federazione del PSI in Svizzera ricorda Sandro Pertini, "presidente socialista più amato dagli italiani"

"L’anno 1946 vede la vittoria di Pertini e del socialismo italiano e la grande delusione dl PCI "
di Giuseppe De Bortoli, segretario del Partito Socialista Italiano in Svizzera
Il 24 febbraio del 1990 moriva  il compianto  Sandro Pertini, ex presidente della Repubblica  e ex presidente della Camera dei Deputati. Oggi, nel ventesimo anniversario della morte noi socialisti italiani in Svizzera desideriamo ricordare  per la generosità che ha caratterizzato tutta la sua vita di uomo e di politico.
Fu uno dei grandi combattenti  antifascisti  prima come esule in Francia, ma soprattutto per le sue generose battaglie politiche in Italia per le quali si vide condannare a morte dal regime  e insignire della medaglia d’oro al valore militare.

E’ in questo clima e in queste battaglie  che Pertini sente fortemente l’esigenza di irrobustire  la presenza e il prestigio del Partito Socialista  quale condizione  per il progresso del lavoro e dei lavoratori , per salvare il giovane  Stato democratico e il suo futuro.
E infatti l’anno 1946  vede  la vittoria di Pertini e del  socialismo italiano  e la grande delusione dl PCI che in quella prima consultazione democratica  risultò il secondo partito della sinistra. Pareva l’ora del socialismo.
E invece furono tempi duri, soprattutto per la sinistra che nel 1948 fu estromessa dal Governo fino al 1964 in cui si realizzo il primo centro sinistra con la partecipazione diretta del Partito Socialista.

E oggi si dà il caso che questa linea politica  di centro sinistra è stata messa di nuovo fuori gioco dalle pesanti vicende politiche italiane, (come avvenne nel 1948),  proprio nel momento in cui drammatiche sono le conseguenze della crisi mondiale e più forti e più urgenti sono le esigenze di servire il popolo e i lavoratori così come Sandro Pertini ci ha sempre ricordato.
Noi socialisti in Svizzera, anche di fronte al dilagante cinismo e trasformismo dell’attuale politica italiana, non abbiamo mai interrotto il cammino indicatoci da Pertini, nemmeno di fronte all’attuale torpore politico che ha investito anche le realtà politiche e associative dell’emigrazione, nonostante l’attivismo e la dedizione (di qualcuno) dei nostri parlamentari qui eletti. Improvvisamente anche qui in Svizzera è venuto meno lo spirito di lotta e di dedizione che ci ha animato per oltre mezzo secolo.
Siamo precocemente diventati tutti “vecchi” e disarmati e qualcuno si illude che per recuperare il rapporto con i connazionali invece di tenere alta la guardia  sui nostri problemi, sia sufficiente organizzare ogni tanto una adunata  per consentire la “sfilata” del politico italiano di grido.

Ed è così che i limiti e Le contraddizioni della politica italiana scoppiano ogni giorno e, purtroppo, coinvolgono anche noi abbandonati e  vittime innocenti.  Questo perché invece  di impegnarsi sui temi scottanti della crisi italiana si continuano a praticare le tattiche del trasformismo facendo credere che è parte e tattica della moderna politica  depurata dall’ideologia.  Si continua cioè a tenere il piede in due scarpe, riscoprendo dopo 500 anni la linea di Cristoforo Colombo che si proponeva di raggiungere il “levante” passando per il “ponente”; cioè si tenta di conquistare il centro passando dal PCI per la DC e il  dipietrismo.

Noi Socialisti non pentiti facendo nostra la coerenza di Pertini, non ci siamo rassegnati e non ci rassegniamo alla politica italiana che viene sviluppata dalla destra.  Noi restiamo convinti e ancorati alla sinistra democratica, al riformista Partito Socialista Europeo e fra gli emigrati.
Questo affinché, anche con il nostro contributo, la politica  ritorni ad essere capita di più, apprezzata e condivisa, recuperando in questo modo non solo la partecipazione e l’impegno di ognuno, ma anche il distacco che gli elettori hanno fatto registrare ad ogni recente consultazione elettorale.
Pertini ci avrebbe consigliato  che è così che si può fare  argine e si può sconfigge il centro destra. E quindi anche operare un capovolgimento dei rapporti tra centro sinistra e centro destra.

È per questo che noi socialisti italiani in Svizzera  onoriamo la storia politica di Pertini, la sua coerenza e le sue passioni popolari.  Per noi questa non è solo una degna commemorazione, ma anche un’occasione per ricordare a noi e agli altri la figura di un grande  socialista italiano.

Giuseppe De Bortoli, segretario del Partito Socialista Italiano in Svizzera








 






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