Il PSI sta con Giorgio Napolitano perché la battaglia democratica si sta combattendo nell’ultima trincea, quella della presidenza della Repubblica.
Nei due campi della politica italiana, i legulei e i fondamentalisti di piazza, stanno trascinando l’Italia verso la notte della Repubblica. È incredibile che il centrosinistra non si renda conto che siamo all’epilogo della crisi istituzionale e solo un trasversalismo politico che si occupi della sostanza democratica può evitare il rischio di un “blocco di ordine” verso cui potremmo precipitare.- Così Pieraldo Ciucchi, segretario regionale del PSI Toscana-
Al mixer di scemenza e di arroganza del PdL, i riformisti del centrosinistra avrebbero dovuto assumere la lezione di Togliatti che nel 1945 rientrando in Italia si guardò bene dal non riconoscere il re e Badoglio.- prosegue Ciucchi - Subito dopo insieme a Nenni e De Gasperi, fu individuata con la reggenza, quella soluzione-ponte che portò tutti, monarchici compresi, ad accettare il processo costituente del nuovo stato repubblicano.
Occorre che il PD si ritrovi, perché la partita democratico-istituzionale non può essere lasciata nelle mani di Pannella e Di Pietro, sottolinea il dirigente socialista - peraltro portatori di disegni contrastanti, il primo di un presidenzialismo all’americana, il secondo di uno “stato di polizia” di segno populista.
Spetta a quanti si sentono figli di quelle espressioni politiche ideali e culturali di matrice cattolica, democratica e socialista,- conclude Ciucchi - gettare il cuore oltre l’ostacolo per costruire sulle ceneri di questi diciotto anni di transizione italiana, la terza repubblica.
Bisogna costruire un campo nuovo al posto degli esistenti destra–sinistra: occorre riunire i progressisti e i moderati da una parte, separandoli dai vari conservatorismi, populismi, radicalismi, che devono collocarsi altrove.