(Giuseppe Scarano*) L’arroganza di questo governo e della maggioranza parlamentare del nostro paese sta superando ogni limite. Fino ad oggi , di fronte allo strapotere economico, finanziario e mediatico di Berlusconi, prevaleva la rabbia, l’impotenza e talvolta la rassegnazione di quanti hanno pensato, in questi anni, che la democrazia sostanziale dell’Italia avesse subito durissimi colpi.
Dalle prime reazioni dei nani, ballerine e giullari del sovrano sulla vicenda dell’esclusione delle liste del centro destra (peraltro ancora in corso di valutazione da parte della giustizia amministrativa ), si era subito capito che chi pensa di comandare – anziché governare nel rispetto dei limiti e delle forme previste dalla legge – sarebbe stato disposto a tutto, come uno stesso ministro della repubblica ha affermato in maniera inquietante.
In un paese democratico tutti i diritti si esercitano nei limiti e nelle forme previste dalla legge, ma in Italia, dalla scorsa notte, non più. Il 5 marzo del 2010 rimarrà impresso nella storia della cosiddetta seconda repubblica,come il momento che ha sancito quasi (il dubbio è un sottilissimo filo di speranza) l’ eliminazione della democrazia nel nostro paese. Il nostro non è più uno stato di diritto, dove tutti rispettano le regole, perché, da ieri notte (al buio), alcuni hanno dichiarato che ci sono cittadini (quelli che dovrebbero votare per il centro destra ed in particolare per il PDL ) privilegiati, che hanno diritti civili e politici di grado superiore rispetto a quanti, per esempio, come me che votando per un piccolo partito avrebbero potuto subire, secondo le regole, un’esclusione della loro lista senza alcun problema.
La democrazia di un paese ed il suo vivere civile sono assicurati dalle regole che gli stessi cittadini si danno attraverso i propri rappresentanti; eletti con regole precise e dove la forma è sostanza e, cioè, essa stessa un elemento fondamentale ed essenziale delle regole.
Solo nelle dittature si cambiano le leggi a piacimento del sovrano a partita aperta.
Ma se un governo ed una maggioranza, anziché essere i primi tutori delle regole, in seguito all’inettitudine ed approssimazione della propria parte politica, è capace di stravolgere ed aggirare – anche se con provvedimenti artificiosi – la legge, allora la rabbia dovuta all’arroganza di chi ci governa si trasforma in paura; soprattutto perchè quest’arroganza ha il supporto del consenso.
E la paura può generare mostri.
*Segretario regionale PSI Molise