“Dopo quanto avvenuto a Roma e Milano, solo immaginare una proroga delle scadenze o una sanatoria governativa, come chiedono alcuni esponenti del Pdl, è scandaloso”.
Lo afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini.
“Constatiamo – prosegue Nencini - che la prima forza politica del paese è caratterizzata da un alto tasso di disorganizzazione non essendo stata in grado di presentare le liste nei modi e nei termini stabiliti dalla legge. Quanto avvenuto non può però in nessun modo giustificare un provvedimento che avrebbe caratteristiche antidemocratiche e darebbe un colpo tremendo alla certezza del diritto. Inoltre la toppa sarebbe assai peggiore del buco e penalizzerebbe tutti i partiti che nelle diverse regioni hanno dimostrato di saper rispettare le regole. Ci chiediamo anche se analoga premura ci sarebbe stata lo stesso qualora a rischio fosse stata la presenza di una lista minore e non quella del partito del presidente del consiglio. Torniamo comunque a ripetere che queste regole, diverse da regione a regione, non solo sono profondamente illogiche, ma anche incostituzionali. Per questo – conclude Nencini - abbiamo già presentato ricorsi e ci aspettiamo che prima o poi anche gli altri partiti abbiamo un sussulto di buon senso”.