Riccardo Lombardi, se fosse vivente, inorridirebbe a vedere i comportamenti di alcuni tra suoi discepoli che da almeno vent'anni, con impudente disinvoltura e spericolatezza, percorrono l'agone politico nostrano indossando casacche cangianti e attenti, non già come sarebbe lecito attendersi, ad abbozzare spiegazioni credibili a proposito delle loro poco commendevoli scelte ma, al contrario, assai solerti nell'esercizio della denigrazione della comunità nella quale hanno svolto ruoli non certo da comprimari. Tra costoro spicca la figura dell'ineffabile Valdo Spini.
Dopo la sua ultima sparata sul Corsera fiorentino relativa all'attuale peso elettorale dei socialisti la mente è andata subito ad una fotografia degli anni 90 che lo ritrae esultante e festante affacciato al finestrone delle Botteghe Oscure, storica sede del PCI-PDS insieme ai leader postcomunisti.
Quella fotografia, che all'epoca lasciò sgomenti i socialisti in piena tempesta, da poco abbandonati dal capitano Valdo Spini,descrive il profilo politico del personaggio più e meglio di tante parole.
Come stupirsi del fatto che dopo poco più di un anno dalla sua partecipazione come protagonista a Montecatini al Congresso fondativo del PS (del cui peso elettorale era allora già perfettamente consapevole, considerato che eravamo all'indomani delle elezioni politiche) oggi, per giustificare il suo ennesimo voltafaccia, utilizzi un simile argomento?
Il fatto è che Spini, già deputato per 8 legislature (!), già sottosegretario di lungo corso e ministro, da sempre impegnatissimo unicamente nella spasmodica ricerca della propria autopromozione, ha realizzato che, parafrasando la sintesi del pensiero che ha caratterizzato il suo cursus politico, oggi stare nel PS "non gli giova".
Meno Male.
I.d.A.