FEDERALISMO: MERINGOLO (FGS), L'ITALIA E' SPACCATA IN DUE
martedì 24 marzo 2009
Non bisogna essere osservatori attenti, per capire come l’Italia è sempre più spaccata in due e di come il federalismo, rischia di aumentare le differenze tra le due aree del paese.
Un’indagine della CGIA di Mestre rivela come con il federalismo darà un paese a due velocità, dove da una parte le regioni del Nord potranno diminuire il carico fiscale ai cittadini o aumentare i servizi sociali e dall’altra le regioni del Sud costrette a diminuire i servizi sociali o costretti ad aumentare le tasse ai cittadini, vista la scarsa base imponibile delle regioni del mezzogiorno. Tutto questo metterà gli amministratori locali del mezzogiorno d’Italia di fronte a nuovi problemi.
La mancanza infrastrutturale in primis e la scarsa qualità di servizi sociali cui probabilmente gli enti locali saranno costretti, rischiano di rendere l’Italia meridionale, un’area fortemente penalizzata di fronte al resto del paese e dell’Europa.
I movimenti e le dinamiche in atto nei paesi che si affacciano sul mediterraneo, dovrebbero, però, dare una nuova speranza a quest’ area. E’ l’Italia che guarda al mediterraneo la nuova sfida. Sono maturi i tempi per rendere la Questione Meridionale problema che riguarda tutto il paese. Oggi, in un momento di crisi globale, le regioni del sud rappresentano ancora di più una palla al piede per lo sviluppo, ma con politiche rivolte alla crescita, da problema il mezzogiorno può diventare elemento trainante per la crescita del Paese.
Il meridione può essere il punto di congiunzione di aree che oggi si stanno fortemente sviluppando e, il mediterraneo con l’Italia meridionale in prima fila, anche grazie al basso costo che ha lo scambio di merci via mare, può rappresentare un importante approdo per chi oggi ha imboccato la via della crescita economica.
Questa fase di crisi economica, dovrebbe servire a rendere concorrenziale il mezzogiorno con il resto del paese ma anche con l’Europa. Per questo, saranno però necessarie politiche di sviluppo serie che credono realmente nelle potenzialità di quest’area. Nuove infrastrutture, strade, ferrovie è inaccettabile il solo binario della dorsale ionica o lo stato della ferrovia sul tirreno, lo stato della 106, soprannominata strada della morte o delle infrastrutture da Roma in giù (pensiamo all’alta velocità). Il mezzogiorno ha bisogno d’infrastrutture che adeguano il territorio agli standard europei e mondiali, intere aree, vivono disagi notevoli, se da una parte mancano le infrastrutture intese in senso classico, dall’altra vediamo come anche il progresso tecnologico lascia a desiderare. Interi territori, sono ancora sprovvisti ad esempio della banda larga, tranne che per i centri urbani maggiori ancora intere aree non sono coperte. Tutto questo per dire che i giovani Socialisti credono fortemente nelle possibilità di sviluppo del meridione e del mediterraneo, potenzialità che, purtroppo troppo spesso, si scontrano con le volontà della politica dove i maggiori partiti nazionali spesso affidano le loro politiche a slogan che nulla danno al mezzogiorno oltre che lasciarlo al suo destino.
Francesco Meringolo
Responsabile Nazionale FGS per il mezzogiorno