“Per la prima volta le Comunità Montane italiane non hanno certezze su quelli che saranno i trasferimenti dello Stato e conseguentemente si trovano in estrema difficoltà nella formulazione dei bilanci. Con i soldi che abbiamo a disposizione oggi, comprensivi delle riduzioni nei trasferimenti erariali, c’è il rischio reale di non solo di non poter approvare i bilanci, ma anche di dover effettuare tagli agli stipendi e quindi al personale. Una situazione che metterebbe a rischio migliaia di collaboratori e tutti i precari che ruotano intorno agli enti montani, che vanno dai cantieri scuola-lavoro, ai contratti di collaborazione, per arrivare ai lavoratori socialmente utili”. E’ quanto afferma Luciano Romanzi, membro del Consiglio Nazionale del Partito Socialista e Presidente della Comunità Montana dell’Aniene, in Provincia di Roma. “La situazione – aggiunge Romanzi – è drammatica: c’è il rischio concreto sul piano nazionale che migliaia di dipendenti perdano il posto di lavoro. Sarebbe utile invece lavorare per la stabilizzazione dei precari che operano nelle comunità montane, perché è anche attraverso il loro lavoro che in questi anni siamo riusciti a garantire l’attuazione di progetti e servizi ai cittadini e alle popolazioni che vivono nelle aree montane, che si trovano spesso in condizioni di disagio rispetto a coloro che abitano in città. Insomma, è necessario scongiurare subito il rischio della chiusura di fatto delle Comunità Montane. Bene dunque l’interrogazione urgente dei senatori del Pd ai Ministri Fitto e Tremonti: l’auspicio è che il Governo individui subito con chiarezza e concretezza le misure che intende adottare per scongiurare la chiusura di questi enti”.