Partito Socialista

Comunicati

Anno 2009: come vivere la crisi
domenica 4 gennaio 2009
Anno 2009: come vivere la crisi
di Giuseppe De Bortoli*
Siamo appena usciti da un difficile 2008 la cui “gelata economico –  finanziaria” che ha spalmato una forte dose di preoccupazione soprattutto fra i ceti sociali più deboli e meno protetti dei quali fanno parte, da sempre, i lavoratori emigrati e le loro famiglie.
Fare pronostici per il 2009 è piuttosto azzardato, ma già da ora è possibile intravedere che dobbiamo prepararci ad un lungo periodo di confronto con una realtà che non abbiamo conosciuto in anni passati e verso la quale, forse, non siamo ancora del tutto preparati  e attrezzati a sufficienza.
La responsabilità di questa situazione ricade interamente sui vari governi per aver eccessivamente favorito la libertà di “giocare” con le alchimie finanziarie e di speculare sulla apparente ricchezza in cambio di voti. Quindi  sarà un  compito primario proprio dei governi stimolare e sostenere  una ripresa economica che eviti una emergenza sociale, tutelando i cittadini che perderanno il loro reddito di lavoro, invece che destinare  montagne di miliardi di pubblico denaro al, probabile e non certo  salvataggio delle imprese decotte e delle banche responsabili e  inventori  dei loro “ giochetti da rapina “ che ci hanno trascinato in questa situazione.
Questa crisi sta  evidenziando che il liberismo economico e il mercato  senza regole non rappresentano la scelta più oculata per governare la complessità delle moderne società.
Perché se anche gli USA e la  Svizzera, patrie della teoria liberista stanno tentando di salvare con montagne di pubblico denaro  Banche,  istituzioni finanziarie, compagnie di assicurazioni e industria dell’auto, ciò sta a dimostrare che il liberalismo senza regole è praticamente fallito e che il vecchio e realistico buon senso socialdemocratico rappresenta, anche per loro, la riscoperta del  ventunesimo secolo.
Questo non vuol dire aderire alla rinascita dello Stato - padrone di sovietica memoria, ma semplicemente chiedere allo Stato di fare il  proprio mestiere di regolatore della vita sociale e civile e di  sostegno allo sviluppo equilibrato della società.
In Italia, invece, si aggiunge alla crisi internazionale un pasticcio  che rischia di aggravare le conseguenze della crisi specialmente in  questo contesto che vede da un lato il riesplodere della questione  morale e dall’altro le scorribande di Di Pietro (finito anche lui,  grazie a suo figlio, nel tritacarne delle inchieste giudiziarie) che  impedisce qualsiasi intesa per soluzioni condivise a sostegno dello  sviluppo economico,sociale e culturale del nostro Paese e che, per la  sua parte,riguarda direttamente anche noi cittadini italiani all’estero. Se si guarda  più da vicino ai nostri specifici problemi di italiani  all’estero c’è da augurarsi che da parte del nostro Governo e delle  istituzione preposte ci sia, nel 2009, un netto cambio di atteggiamento. Ma l’auspicabile cambio può avvenire per decisione spontanea di un Governo che oramai fugge dalla responsabilità di un legame con i  propri connazionali all’estero ?
Oppure tocca  noi  dare un aiuto dato che per esperienza personale  vissuta sappiamo bene cosa significhi costruirsi un diritto da  difendere ogni giorno ? Il nostro aiuto e il nostro impegno potrebbero avere le armi spuntate  perché le ultime vicende che ci riguardano hanno fatto registrare  l’ennesimo cinico abbandono da parte del nostro Governo, colpito dal  
black – out della logica, del buon senso e della ragione. E a nulla e  valso l’impegno profuso dal Presidente e dei Consiglieri del CGIE  e  quello molto piu’ convinto e piu’ autorevole dei parlamentari eletti anche da noi residenti in Svizzera. Nonostante il risultato elettorale, noi Socialisti siamo sempre convinti che ci sono cose (in questo caso la difesa dei diritti dei  nostri emigrati) che devono essere fatte.
Perché abbiamo capito e ci risulta che nel Parlamento italiano non si decide più nulla e tantomeno qualcosa a nostro favore,  con buona pace  di molti dei nostri parlamentari eletti all’estero della cui evidente  inutilità per noi e della loro evidente e sofferta marginalità  parlamentare,  si sono accorti, nonostante le loro impegnate,  enfatiche e diffuse dichiarazioni di fine d’anno. Impegno dichiarato e  enfatizzato ma del quale non si trova traccia nè dentro nè fuori dal  Parlamento.
Anche questa, almeno per il momento, è stata un’altra occasione persa! Il 2009 sarà un anno difficile anche all’estero  perché, oltre alle  prevedibili conseguenze della crisi, registriamo  uno strano e  persistente letargo delle numerose organizzazioni degli italiani in  Svizzera, per altro (casualmente ?) sempre molto attive e presenti in  occasione delle elezioni dei parlamentari, dei membri del CGIE e dei  COMITES . Letargo dovuto, anche , ci pare di capire, perché si è 
inceppato sulle interne contraddizioni (forse anche in Svizzera)  il  meccanismo della costituzione del nuovo Partito Democratico  i cui  dirigenti si stanno incartando ripiegati su se stessi nel tentativo di  uscire da una situazione di stallo e di  difficoltà.
L’attuale letargo delle associazioni, è in parte dovuto proprio a  questa situazione dato che i dirigenti del nuovo Partito,  
praticamente assorbiti da una discussione complicata sulla egemonia e  sull’autosufficienza politica, sono dislocati ovunque, sempre con  mansioni dirigenziali, nelle altre associazioni (culturali, regionali,  sportive ecc. ) che soffrono di riflesso il travaglio del Partito. E considerato che il patrimonio delle associazioni costruito con  l’apporto pluralista degli emigrati e con anni di sacrifici, di  dedizione e di solidarietà non  puo’  e non deve venire meno  specialmente in questo delicato contesto, forse è questo il momento  per capire che cosa sta funzionando e che cosa si è inceppato per 
evitare errori e un possibile boomerang che potrebbe rendere marginale  e inutile la credibilità di tutti noi e il nostro impegno futuro. Il nostro compito di socialisti nel 2009 consisterà in una costante  attività politica unitaria, sgombra da qualsiasi pedagogia ideologica  e di stretto interesse di partito, tesa a portare pluralismo e valori  di solidarietà, e a darsi una mano per dare voce, anche con le nostre  forze e con le nostre idee, alle esigenze dei nostri connazionali  residenti in Svizzera.
*Segretario Federazione Partito Socialista in Svizzera







 






SOS Diritti




blog Partito Socialista Italiano PSI






Abbonamento mondoperaio





Commisssione Nazionale di Garanzia

News dal territorio












google news



Contatti





vai al sito