Partito Socialista

Berlino 1989 2009
SIAMO TUTTI BERLINESI
mercoledì 4 novembre 2009

di Riccardo Nencini

Nella notte tra il 9 e il 10 novembre di venti anni fa, migliaia di persone residenti in quell'immenso campo di detenzione che era Berlino est, riuscirono a realizzare un sogno che era stato coltivato per lunghi anni: uscire dell'incubo dato dall'essere stati resi prigionieri per 28 anni dentro la loro città, riabbracciare amici e parenti dai quali erano stati separati con fredda determinazione da una decisione assunta di concerto tra i leader comunisti tedeschi della DDR e sovietici.

Fu un'esplosione liberatoria di gioia e fu seguita nelle settimane successive dalla fine dello stato fantoccio della DDR e poi, l'anno dopo, dalla riunificazione della Germania. La caduta del muro non determinò, tuttavia, eventi circoscrivibili alla sola nazione tedesca: fu e resta ancora il simbolo della fine di un sistema politico, quello comunista. Determinò inoltre, simbolicamente, l'abbattimento di quella che Winston Churchill definì la "cortina di ferro".
Segnò la fine di un sistema ottuso, burocratico e liberticida che, all'indomani del secondo conflitto mondiale, rese non libere le popolazioni dell'Europa dell'est, soggette all'influenza e all'egemonia dell'URSS e del suo sistema poliziesco e brutale. Dove non riuscirono gli ungheresi nel 1956, i cecoslovacchi nel 1968, gli stessi polacchi che si ribellarono a più riprese al dominio comunista, riuscirono i berlinesi in quella notte. Molte cose sono cambiate da allora. In Germania, in Europa e nel mondo.
Non sempre in meglio.

Tuttavia gli accadimenti del 9 e 10 novembre 1989 hanno consentito di aprire la strada a quella nuova era di libertà che J.F. Kennedy predisse nel memorabile discorso che tenne di fronte al muro nel 1963, affiancato dall'allora Borgomastro socialista di Berlino Ovest, Willy Brandt. I socialisti italiani, dopo vent'anni, ricordano quello straordinario evento dedicando a Berlino e alla libertà la tessera del 2009, nella quale sono impresse le parole che Willy Brandt, divenuto Cancelliere e leader della SPD ebbe a pronunciare, anni dopo, per definire la libertà. Il parlamento italiano nel 2005, ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

Noi socialisti sappiamo che, nel mondo, la causa della libertà dei popoli non è ancora vinta. Dalla Cina all'Iran, molti popoli non sono liberi a causa di regimi che continuano o a richiamarsi alla dottrina comunista o al fondamentalismo religioso.

Dunque, parafrasando J.F.K. oggi dobbiamo continuare ad affermare che "siamo tutti berlinesi".








 






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