Nencini riunisce il partito a Napoli. Progetto nuovo per la sinistra riformista. Bisogna tornare a occuparci dei problemi dei cittadini E sulla crisi in Siria: mettere in campo tutte le iniziative diplomatiche

Secondo dei due appuntamenti con gli stati generali del socialismo italiano dal titolo “Il futuro possibile. Per una nuova militanza 2.0”. Dopo che a Bologna, lo scorso 7 aprile, si è riunita la comunità del PSI del Centro-Nord, oggi è stata la volta di Napoli. Due appuntamenti per discutere, dopo il risultato delle elezioni politiche, del futuro della sinistra riformista e del Psi, ora impegnato in una  riorganizzazione del partito.
“Il centrosinistra il 4 marzo non è stato sconfitto, ha subito un’autentica e rara disfatta”, ha detto il segretario del PSI, Riccardo Nencini, analizzando il risultato elettorale. “Vogliamo ripartire da Napoli per creare le condizioni perché la sinistra riformista abbia un progetto nuovo; oggi i socialisti presentano il loro che è fatto di un’organizzazione più snella, di un’offerta di sovranità ad un progetto che la sinistra italiana deve darsi preparandosi alle elezioni europee del 2019”.
Rispondendo alla domanda di chi gli chiedeva quale fosse il  futuro del PD, Nencini sottolinea: “ci troviamo in una fase tripolare stabile. Il PD nasce all’interno di uno schema bipolare. Per questo non vedo soluzioni se si sceglie di tenere in considerazione il vecchio schema bipolare”.
Ribadito il no ad un possibile governo con i Grillini: “dove c’è antiparlamentarismo bisogna stare lontani. Non vorremmo fare la fine di chi ha “la sindrome di Stoccolma”,  che ci si innamora del proprio aguzzino.  Piuttosto - ha proseguito Nencini- dobbiamo ripensare a ricostituire il centrosinistra - a cominciare dalle prossime  elezioni amministrative -  perché senza gli amministratori è difficile tenere in piedi una comunità politica. Ma la posizione istituzionale si deve trasformare nell’azione politica e dobbiamo presentarci ai cittadini per quello che facciamo e non solo per quello che siamo stati”.

Per Nencini la sinistra in tutta Europa deve “ripensare al canone con cui ci si approccia ai problemi  cittadini”. Due i temi da rilanciare: la “sicurezza, che non è un tema di destra o di sinistra, e che va affrontato con profonda decisione anche con la figura del poliziotto di quartiere. E soprattutto affermare che chi viene in Italia deve vivere secondo i canoni occidentali, guardando alla Costituzione, ai suoi diritti ma anche ai suoi doveri”. Il secondo tema da mettere al centro di un nuovo progetto di sinistra riformista è per Nencini quello della diminuzione delle diseguaglianze: “dobbiamo rendere la forbice delle diseguaglianze molto più stretta, il tema del lavoro deve essere centrale non solo per i socialisti ma per la sinistra italiana”, ha sottolineato Nencini.

Rispetto alla crisi siriana, Nencini ha detto che si tratta di “un dramma terribile” di fronte al quale “i socialisti hanno indicato due strade”: “l’ho fatto personalmente con il presidente della Repubblica, da una parte dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative diplomatiche internazionali di cui l’Italia sarà capace, dall’altra dobbiamo muoverci nel campo delle alleanze euro-occidentali ed atlantiche non fuori da essere”. Si tratta di “un modo anche per capire qual è la politica estera della Lega eccessivamente filo-Putin”.
Riguardo invece alla possibilità di un governo grigio-verde, Nencini ha detto di credere che “fra grillini e Lega di Salvini possa profilarsi un accordo, che c’è già stato a livello parlamentare e non escludo che vi possa essere a livello di governo

I commenti sono chiusi