16 gennaio 2009
Gaza.
Nota della Segreteria Nazionale del Partito
Il
Partito Socialista sostiene la richiesta dell’Internazionale Socialista
e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per un immediato cessate-il-fuoco
a Gaza e un immediato intervento umanitario.
Per i socialisti, in Italia e nel mondo, non vi può essere una soluzione
militare alla presente crisi di Gaza. Le azioni di Hamas in territorio israeliano
devono cessare, e deve essere ristabilita l’unità dell’Autorità
Nazionale Palestinese. Al tempo stesso, le azioni militari, in particolare contro
i civili a Gaza non appaiono utili a garantire la sicurezza di Israele, e rappresentano
una forma sproporzionata e inaccettabile di rappresaglia che allontana i pur
timidi segnali di consolidamento della pace che si avviarono un anno orsono
nella Conferenza di Annapolis.
Appare indispensabile un’iniziativa della comunità internazionale
che:
* ponga fine alla spirale di violenza;
* protegga la popolazione civile;
* promuova l’unità e la legittimità degli organi di autogoverno
palestinese e la sicurezza di Israele con mezzi politici, economici e diplomatici.
La tragica situazione di Gaza ripropone con ancor maggiore urgenza il rilancio
del processo di pace, attraverso le iniziative della Lega Araba, dell’Egitto,
del “Quartetto”.
In questo quadro, l’Unione Europea può e deve accrescere garantire
l’intervento umanitario a favore della popolazione di Gaza, assieme ad
una forte iniziativa politica. Il comportamento del Governo italiano non è
apparso all’altezza della situazione , esso ha mantenuto un atteggiamento
sovente sbilanciato rompendo una continuità con la tradizionale politica
estera del nostro paese, attento alle ragioni della pace in Medio Oriente ed
equilibrato nel mantenere un rapporto politico con Israele e Paesi Arabi. Il
governo italiano non sembra essere in grado di sviluppare una politica estera
che sappia tenere conto dell’importanza che il quadro mediterraneo e mediorientale
hanno per l’Italia, ma anche dei doveri del nostro Paese e delle aspettative
rivolte all’Italia da parte dei popoli mediterranei, vieppiù rafforzate
dalla presenza ormai stabile di comunità di cittadini stranieri di origine
araba. Occorre che il mondo politico italiano, le organizzazioni non governative
e umanitarie, i sindacati, le istituzioni economiche e culturali si mobilitino,
mettendo a frutto il patrimonio di relazioni del sistema-Italia.
Il Partito Socialista esprime in questo senso il suo apprezzamento per iniziative
annunciate in questi giorni, quali quelle della Cgil e della Tavola della Pace,
rivolte a sostenere la tregua e il negoziato, ma lamenta la mancanza di una
piattaforma ampiamente condivisa, che pure è esistita per esempio negli
anni 80, per il sostegno italiano al processo di pace e al principio “due
popoli, due stati”, con la partecipazione dei maggiori sindacati, e di
tutte le principali forze politiche democratiche di governo e di opposizione,
facendo della pace in Medio Oriente una missione nazionale condivisa. Il Partito
Socialista non cesserà di denunciare e combattere ogni atto di minaccia
alle comunità ebraiche, che strumentalizzi la vicenda di Gaza per riproporre
veleni antisemiti.